Dal 8 al 12 ottobre la Nazra Palestine Short Film Festival attraversa il Sud Italia, portando nei castelli, nei circoli culturali e persino nelle piccole piazze di campagna opere cinematografiche che raccontano la vita quotidiana, le lotte e le speranze del popolo palestinese. L’evento, giunto alla sua terza edizione pugliese, si pone come spazio di dialogo capace di contrastare le narrazioni semplificate e di offrire al pubblico un’occhiata diretta su una realtà spesso marginalizzata.
Le tre notti di Mola di Bari e Monopoli
Il Castello Angioino di Mola di Bari apre la rassegna l’8 ottobre con la presentazione del libro “Il segreto dell’olio e della spada” di Walid Daqqa, introdotta da Aldo Nicosia, traduttore e curatore dell’opera. Dopo il talk, la prima selezione di cortometraggi ufficiali del 2026 prende vita sullo schermo, mettendo in scena storie di resilienza e identità.
Il 9 ottobre la scena si sposta al Circolo Arci Contrada100 di Monopoli. Qui si susseguono sei film – tra cui Fin di Ward Kayyal, Qaher di Nada Khalifa e Intersecting Memory di Sheyma’ Awawdeh – accompagnati da un incontro con il regista Kayyal. L’evento, condotto da Francesca Lacitignola e dal professore Aldo Nicosia, termina con un aperitivo tipico palestinese, offrendo al pubblico un momento di scambio culturale più intimo.
Il 10 ottobre ritorna a Mola per la serata conclusiva, dove sullo sfondo storico del castello si proiettano altri cinque corti, fra cui Trumpets in the Sky di Rakan Mayasi e What the Sand Remembers di Mahmoud Abu Ghalwa. La presenza ricorrente di Ward Kayyal e la conduzione di Nabil Bay chiudono il ciclo di proiezioni con una nota di speranza e continuità.
Albugnano, la piccola tappa astigiana
Il 12 ottobre la città di Albugnano ospita una delle tappe del tour nazionale, dimostrando che la cultura non ha bisogno di grandi metropoli per fiorire. L’evento, organizzato dal team Nazra in collaborazione con il cinema francese Ciné-Palestine vede la partecipazione di Cinzia Massaro e della fisica di origine palestinese Maya Haj Hassan, co-fondatrice del progetto.
Il tema dell’edizione 2026, “The World is Us. The World is a Kaleidoscope“, utilizza il caleidoscopio come metafora di un mondo frammentato, dove identità, territori e storie si intrecciano. Le proiezioni includono sia fiction che documentari, con l’obiettivo di far emergere le molteplici sfaccettature della realtà palestinese.
Il cinema come preservazione della memoria
Le parole della regista palestinese Annemarie Jacir risuonano forte durante il festival: il cinema non salva il mondo, ma conserva ciò che la violenza tenta di cancellare. Nel suo film “Palestina 36”, Jacir afferma che l’arte è lo strumento che permette di ricostruire una narrazione negata di mantenere viva la memoria di una Palestina che esisteva ben prima del 1948.
Secondo Jacir, la frammentazione imposta da muri, posti di blocco e colonie ha reso difficile per i palestinesi riconoscere una visione unitaria di sé. Il cinema però, consente di superare tali barriere per qualche ora, offrendo spazi di empatia e verità che sfidano le narrazioni dominanti.
Il festival, quindi, non è solo una rassegna di cortometraggi ma una vera e propria manifestazione di resistenza culturale. Attraverso libri, dibattiti e film, le comunità di Mola di Bari, Monopoli e Albugnano partecipano a una costruzione collettiva di memoria, dimostrando che l’arte può fungere da contrappeso alle politiche di cancellazione.
Un percorso che continua
Dal 1 al 31 ottobre la settima edizione del Nazra Palestine Short Film Festival si snoda in diversi punti d’Italia, a partire da Napoli e proseguendo verso il Sud, l’Appennino e il Nord. Il progetto, nato nel 2017, si propone di portare storie palestinesi autentiche a un pubblico più ampio, stimolando il dibattito sui diritti umani, la giustizia sociale e la solidarietà internazionale.
Per chi volesse approfondire il programma completo, è possibile consultare il sito ufficiale del festival o contattare gli organizzatori via e-mail. L’invito è chiaro: non restare indifferenti perché la memoria e la verità hanno bisogno di voci con le quali parlare.



