Il commissariamento giudiziario del Consorzio Asi di Bari e della società partecipata ASI spa è stato disposto il 5 Giugno 2026 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. L’atto sostituisce la misura cautelare dell’interdizione all’esercizio dell’attività ed è stato eseguito con l’intervento del personale della Guardia Costiera e del Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
L’ipotesi investigativa al centro delle indagini riguarda l’inquinamento della falda nel comprensorio ASI del Comune di Molfettaattribuito agli sversamenti delle acque meteoriche di dilavamento dell’area e a reflui industriali immessi direttamente senza preventiva depurazione. Il provvedimento ha preso avvio dopo una serie di accertamenti tecnico-operativi condotti dagli organi inquirenti.
Dettagli sull’esecuzione del provvedimento e sugli atti precedenti
Nei giorni precedenti all’esecuzione del commissariamento si sono registrate le dimissioni dei precedenti presidenti del Consorzio e della partecipata nonché di gran parte dei rispettivi consigli di amministrazione. Per questo motivo il personale della Guardia Costiera è stato chiamato a individuare gli attuali rappresentanti legali degli enti per poter dare piena esecuzione alla misura cautelare decisa dall’autorità giudiziaria. Il commissariamento è stato affidato a due professionisti esterni: i commercialisti Antonio Ricci (per il Consorzio Asi) e Gaetano Mirabella (per ASI spa).
Valore dei beni e provvedimenti correlati
Il valore complessivo dei beni mobili e immobili riferibili agli enti posti sotto commissariamento è stato stimato in circa 100 milioni di euro. Questa misura si aggiunge ad altre misure cautelari già eseguite nell’ambito della stessa inchiesta: sono stati applicati ulteriori 22 provvedimenti che hanno interessato sequestro e amministrazione giudiziaria di aziende e società insediate nella zona ASI di Molfetta.
Responsabilità personali e posizione degli indagati
Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Marco Gambardella. Tra le richieste avanzate in fase istruttoria la Procura aveva chiesto l’interrogatorio preventivo finalizzato all’arresto o all’interdizione per alcune persone coinvolte. Per due soggetti la richiesta è stata revocata in seguito alle dimissioni. Per quanto riguarda il dirigente della Città metropolitana di BariGiampiero Di Lellala richiesta di interdizione è stata rigettata dal gip dopo che il dirigente è stato trasferito ad altro ufficio.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di TraniLucia Altamuraha firmato il provvedimento che, nelle intenzioni dell’autorità giudiziaria, mira a tutelare l’interesse pubblico durante le fasi dell’istruttoria. Si ricorda che le posizioni delle persone e degli enti interessati restano sotto la valutazione della Procura e che, fino a eventuale sentenza di condanna definitiva, non possono essere considerati colpevoli.
Ruolo operativo della Guardia Costiera e del Nucleo speciale
Le attività tecniche e operative che hanno portato all’esecuzione del commissariamento sono state svolte con il supporto del Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Il personale impegnato ha curato sia la fase di identificazione dei rappresentanti legali residui sia le procedure per la presa in carico amministrativa delle strutture interessate, coordinandosi con gli organi giudiziari competenti.
Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e sarà aggiornato con ulteriori provvedimenti giudiziari in base agli sviluppi investigativi. La complessità tecnica della vicenda, con profili ambientali legati all’acqua e a impianti industriali, richiede accertamenti specialistici e valutazioni sulla sussistenza delle responsabilità contestate.


