Manuel Minervini ha vinto il ballottaggio a Molfetta e, nei giorni successivi, ha definito la nuova composizione del consiglio comunaleche si insedia con 24 seggi complessivi. La maggioranza dispone di 15 posti e presenta un ricambio marcato, mentre la minoranza si attesta su 9 seggi, con volti già noti e alcune novità. Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026.
La fotografia dell’aula è rilevante perché consolida il perimetro del centrosinistra e introduce un rinnovamento generazionale: 12 nuovi ingressi su 24, con 11 su 15 nella sola maggioranza. Il riequilibrio dell’assemblea arriva dopo il ballottaggio concluso l’8 giugno 2026 e si inserisce nel quadro più ampio del voto amministrativo del 9 giugno 2026, che ha sancito l’onda lunga del cambiamento in città.
Composizione e numeri del nuovo consiglio
La maggioranza a sostegno del sindaco è formata da esponenti di più liste: Rinascere (Corrado Minervini, Adriano Failli, Michele Jacono), Rifondazione Comunista (Giovanni Infante, Paola Zaza, Pasquale De Candia), PD (Annalisa Altomare, Guglielmo Grosso, Giulio Calvani), Movimento 5 Stelle (Dario La Forgia, Simone Andriani), Spazio Riformista (Leonardo Siragusa), Verdi (Silvia Rana), civica Manuel (Clara Spagnoletti) e Demos (Graziano Salvemini). Si tratta di una configurazione preliminare, valida al netto di eventuali nomine in giunta che potrebbero modificare i subentri.
Il dato politico è il ricambio11 su 15 nella maggioranza sono new entry. Tra i nuovi figurano Corrado Minervini, Adriano Failli, Michele Jacono, Dario La Forgia, Simone Andriani, Clara Spagnoletti e Graziano Salvemini, insieme a Paola Zaza e Pasquale De Candia per Rifondazione, e a Guglielmo Grosso e Giulio Calvani per il PD. Sul totale dei 24 seggi, i nuovi ingressi sono 12, pari a una metà esatta dell’aula. La minoranza conta 9 consiglieri: Pietro Mastropasqua, Adamo Logrieco, Nicola Piergiovanni, Sergio De Candia, Robert Amato, Girolamo Viktor Lanza, Enzo Spadavecchia e Giacomo Rossiello tra i nomi indicati.
Gli equilibri demografici mostrano Simone Andriani come consigliere più giovane, seguito da Adriano Failli. La rappresentanza femminile è contenuta: 5 donne su 24, con quattro in maggioranza e una in minoranza. Tra le figure più votate al primo turno in area di opposizione è indicata Mariangela Azzollini. Il quadro tiene insieme rinnovamento e continuità, con pochi eletti con esperienze consiliari pregresse e una platea ampia di debuttanti.
Coalizione vincente e percentuali del ballottaggio
La vittoria di Minervini ha registrato circa il 67,47% al ballottaggio, contro il 32,53% di Pietro Mastropasqua. Il risultato ha premiato un campo largo composto da otto liste, nato da un’iniziativa di Rifondazione e allargatosi via via a sigle politiche e civiche, fino all’adesione del Partito Democratico locale dopo un intervento di commissariamento. L’intesa ha unito radicalità e radicamento territoriale, costruendo un perimetro riconoscibile e coerente.
Secondo il neo sindaco, la leva è stata la credibilità maturata in trent’anni di militanza e la presenza capillare nelle periferie, con una comunicazione affidata agli attivisti più che a campagne di marketing. La coalizione non ha incluso esponenti provenienti dalla destra e ha strutturato la civica del sindaco con figure dell’associazionismodall’impegno sanitario al mondo della memoria civile. L’assenza di personalismi e di trasformismi ha permesso di intercettare elettori disillusi, ceti popolari e segmenti produttivi.
Il confronto non si è consumato contro un centrodestra organico, ma contro un blocco civico che aveva consolidato reti e pratiche di potere locale. Tra i temi concreti, la tutela del lungomare e il rifiuto della vasca di colmata per i detriti di escavazione del porto hanno fatto da catalizzatore del consenso. Le celebrazioni pubbliche in Corso Umberto e l’abbraccio al comitato hanno accompagnato la transizione, mentre in città è rimasto centrale il tema del rinnovamento istituzionale.
Prospettive amministrative e priorità dichiarate
Tra gli impegni immediati illustrati dal sindaco figurano il recupero degli spazi pubblicicon attenzione alle spiagge interessate da forte pressione privatistica, e la riqualificazione di aree urbane segnate da speculazione e da un welfare concentrato. L’obiettivo è tradurre il 67% di consenso in politiche misurabili, a partire da manutenzioni, servizi e rigenerazione. Il fine è riattivare partecipazione e fiducia, in linea con il radicamento civico mostrato in campagna.
Le prime reazioni istituzionali hanno accompagnato la svolta. L’ex sindaco Paola Natalicchio ha parlato di “un momento davvero emozionante” e di una città che “torna a essere comunità”, augurando “in bocca al lupo Manu”. Nel frattempo, in consiglio il ricambio al 73,33% dei banchi di maggioranza ha ridisegnato la geografia degli interlocutori. Resta da definire l’assetto della giuntavariabile che potrebbe produrre ulteriori subentri tra i consiglieri di maggioranza.
Il quadro complessivo che emerge dal voto amministrativo del 9 giugno 2026 e dal ballottaggio dell’8 giugno fissa una maggioranza ampia e rinnovata, una minoranza definita e una serie di priorità operative già elencate. La distribuzione dei seggi e le percentuali cristallizzano un mandato politico centrato su partecipazione, tutela delle coste e riorganizzazione del welfare, con effetti attesi su equilibri e politiche urbane nei prossimi anni.



