Una tragedia ha scosso la comunità universitaria di Bari quando, il pomeriggio del 12 giugno 2026il corpo di una studentessa fuorisede è stato rinvenuto nell’abitazione in cui viveva in via Giulio Petroni, nel quartiere Carrassi. La giovane, Martina Matassavent’anni e originaria di Vieste, viveva con un’altra studentessa e frequentava l’ateneo in città. I soccorsi e le autorità intervenute hanno avviato le prime verifiche per ricostruire la dinamica del decesso.
La notizia ha provocato dolore e sconcerto tra amici, coinquilini e colleghi. Sul posto sono intervenuti il 118i Carabinieri e i vigili del fuocoche hanno collaborato alle operazioni di accesso e alla messa in sicurezza dell’appartamento prima del trasferimento della salma all’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari.
Allarme lanciato dai familiari e intervento in via Giulio Petroni
Il primo campanello d’allarme è stato dato dai genitori, che non riuscivano a contattare la figlia dopo numerose chiamate. Dopo aver verificato tramite geolocalizzazione che il telefono della giovane risultava ancora in casa, i familiari sono partiti da Vieste per raggiungere Bari. Le amiche e le coinquiline, preoccupate dall’assenza di risposta, hanno allertato i soccorsi.
Sul posto è stato necessario l’intervento del fidanzato della coinquilina, che non trovando la porta aperta ha sfondato l’ingresso per consentire l’accesso ai soccorsi. All’interno dell’abitazione la ragazza è stata rinvenuta priva di vita nella sua stanza; i sanitari del 118 hanno potuto solo constatarne il decesso. Nei minuti successivi si è registrato un continuo via vai di amici e colleghi che si sono radunati davanti all’edificio, visibilmente scossi.
Accertamenti medico-legali e ipotesi sulle cause del decesso
La salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale del Policlinico in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Al momento le prime indicazioni degli inquirenti ipotizzano un decesso da cause naturalima il magistrato dovrà stabilire se sia necessario procedere con l’autopsia o se basterà un esame esterno per chiarire le circostanze.
Le verifiche condotte dai Carabinieri comprendono i rilievi nell’appartamento e l’acquisizione di testimonianze da parte di coinquiline, amici e colleghi universitari. Non sono state comunicate al momento altre circostanze che possano suggerire cause diverse da un malore improvviso, ma gli accertamenti medico-legali saranno determinanti per confermare o escludere questa ipotesi.
Le reazioni della comunità di Vieste e dell’ambiente universitario
La morte di Martina ha lasciato sgomenti gli amici, molti dei quali sono anch’essi originari di Vieste e frequentano l’Università a Bari. La giovane è stata descritta da chi la conosceva come solare, impegnata e prossima alla laurea; aveva anche esperienze di assistenza agli anziani in strutture locali, attività che la accomunava a molti studenti impegnati nel sociale.
I compagni di corso e le amiche hanno espresso incredulità e dolore: il ricordo di gesti quotidiani e progetti futuri, come un regalo che la giovane voleva fare alla madre, ha reso ancora più drammatica la perdita. La comunità di Vieste e i colleghi universitari si sono strette intorno alla famiglia nei primi momenti dopo il ritrovamento.
Contesto operativo e casi simili in città
Le forze dell’ordine e i servizi sanitari locali gestiscono quotidianamente interventi in abitazioni private per motivi che vanno dall’assistenza a malori improvvisi a episodi di diversa natura. Solo poche settimane prima, in un altro caso citato dalle autorità, il corpo di una persona senza fissa dimora era stato trovato in corso Italia: anche in quella circostanza le prime indicazioni avevano indicato un malore come probabile causa del decesso.
Il caso di Martina è ora al centro di accertamenti che coinvolgono più uffici: la Procura deciderà le modalità degli esami e i tempi delle indagini, mentre la comunità attende risposte che possano spiegare una tragedia che ha spezzato la vita di una giovane studentessa di soli vent’anni.
Alle autorità competenti spetta ora il compito di chiarire ogni aspetto della vicenda e di comunicare i risultati degli accertamenti alla famiglia, che nel frattempo ha raggiunto Bari da Vieste per affrontare il dolore e le procedure necessarie.



