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Degrado in via Capruzzi: residenti chiedono presidio e interventi immediati

Abitanti del civico 204-212 di via Capruzzi segnalano la presenza stabile di persone senza fissa dimora davanti ai portoni, rifiuti quotidiani e situazioni di rischio che richiedono interventi coordinati delle autorità.

Degrado in via Capruzzi: residenti chiedono presidio e interventi immediati

Nel cuore di Bari, un breve tratto di via Capruzzi — precisamente il segmento compreso tra la Lidl e il tabaccaio, civici 204-212 — è diventato fonte di preoccupazione per chi abita e lavora nella zona. I condomini descrivono una quotidianità segnata dalla presenza stabile di persone che dormono vicino ai portoni, dall’accumulo di sporcizia e dall’insicurezza percepita, soprattutto nelle ore serali.

La situazione non è interpretata solo come un problema estetico: chi vive lì parla di una compressione del diritto alla sicurezza e di un onere materiale ed economico aggiuntivo, dato che alcuni condomini sostengono servizi di pulizia extra per mantenere decorosi gli ingressi degli stabili.

La denuncia dei residenti e le condizioni riscontrate

I racconti raccolti tra gli abitanti raccontano di persone che si stabiliscono notte dopo notte davanti ai portoni, lasciando rifiuti e creando situazioni di degrado. Rifiuti, bottiglie e sporcizia sono diventati elementi ricorrenti, ma a preoccupare maggiormente è la presenza di individui in evidente stato di alterazione, spesso dovuta all’abuso di alcol o, secondo i residenti, all’uso di altre sostanze.

Impatto quotidiano sui condomini

Chi vive in quei civici spiega di trovarsi costretto ad allontanare le persone presenti, correndo il rischio di reazioni imprevedibili. Questa attività, che dovrebbe rientrare nelle responsabilità delle istituzioni, ricade invece sui privati, i quali denunciano anche un aggravio economico per servizi di pulizia aggiuntivi e una crescente sensazione di insicurezza nella vita di tutti i giorni.

Richieste e soluzioni invocate

I residenti avanzano richieste precise: un presidio fisso della polizia municipale o, quanto meno, interventi più tempestivi e sistematici da parte delle autorità. La richiesta non si limita a misure di ordine pubblico, ma include la necessità di un coordinamento tra enti locali, forze dell’ordine e servizi sociali per affrontare la questione in modo integrato, tutelando sia la sicurezza dei cittadini sia la dignità delle persone senza dimora.

Proposte di intervento

Tra le possibili risposte prospettate dai residenti e da chi li ascolta, ci sono: maggiori controlli serali, campagne di pulizia programmate, piani di assistenza per le persone in stato di marginalità e, non ultimo, un canale di comunicazione diretto con il Comune. Il consigliere municipale Luigi Intranó ha raccolto le segnalazioni e sollecitato azioni coordinate, evidenziando come il tema sia al contempo una questione di ordine pubblico e di politiche sociali.

Equilibrio tra diritti e responsabilità

La vicenda di via Capruzzi mette in luce una tensione diffusa in molte città: il confronto tra il diritto al decoro e alla sicurezza di chi vive in abitazioni private e la tutela delle persone in condizione di fragilità. Gli abitanti non chiedono soluzioni straordinarie, ma la presenza dello Stato nella forma di servizi attivi e risposte strutturate.

Rischi e considerazioni etiche

Agire esclusivamente con sgomberi o interventi punitivi rischia di spostare il problema senza risolverlo. Per questo i residenti e alcuni rappresentanti istituzionali invocano strategie che combinino sicurezza e assistenza sociale: percorsi di accoglienza, servizi sanitari e supporto psicosociale per chi è in difficoltà, insieme a misure di prevenzione e controllo del territorio.

In attesa di risposte concrete, la tensione resta alta nel piccolo tratto di strada segnalato, dove la quotidianità dei condomini continua a essere influenzata da accampamenti, rifiuti e la percezione di un pericolo che, secondo loro, non dovrebbe appartenere alla normalità di nessun quartiere cittadino.

La richiesta di intervento è chiara: presenza visibile delle forze dell’ordine e misure di assistenza per le persone senza fissa dimora, in un approccio che contempli sia l’ordine pubblico sia la dimensione umana del problema.

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