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Disastro aereo di Capogallo: Bari commemora le 16 vittime

A 21 anni dal disastro aereo di Capogallo, Bari ricorda le 16 vittime con una cerimonia commovente. Scopri la storia di Enrico Fallacara e il dolore delle famiglie

Disastro aereo di Capogallo: Bari commemora le 16 vittime

Il mare di Capo Gallo, quel 6 agosto 2005, divenne una tomba azzurra per 16 persone. Oggi, a 21 anni di distanza, Bari non dimentica. La cerimonia di commemorazione, tenutasi sul sagrato della chiesa di San Sabino, ha riunito parenti, autorità e cittadini per onorare la memoria delle vittime del volo Tuninter 1153, precipitato nelle acque siciliane.

Tra le vittime, un nome spicca per il suo gesto eroico: Enrico Fallacara. La sorella Grazia ricorda con commozione il fratello, un uomo buono con tutti che, nonostante le ferite, si rituffò tra le onde per salvare la moglie Titti, rimasta incastrata nella carcassa dell’aereo. Un atto di coraggio che, purtroppo, non gli salvò la vita.

La promessa non mantenuta: una strada per Enrico

La famiglia Fallacara attende ancora che il Comune di Bitonto mantenga una promessa fatta nel 2026: intestare una strada a Enrico. Una promessa che, a sei anni di distanza, sembra essere caduta nel dimenticatoio. “A Gioia del Colle è stato fatto subito, senza problemi”, afferma Grazia, amareggiata. “A questo punto, sarei più contenta se la intitolassero a tutte le vittime della strage”, conclude.

Il consigliere comunale di Bitonto, che ha spesso denunciato la mancata giustizia effettiva, rimarca la gravità della situazione: “Sì, ricordo bene anch’io che fu garantito alla famiglia. Ma, intanto, sono passati sei anni e quella strada, col nome di un concittadino che, quel giorno, prima di perdere la vita, fu protagonista di gesti di grande generosità, non l’abbiamo mai vista”.

La cerimonia di commemorazione: preghiere e riflessioni

La cerimonia, presieduta dal parroco Dante Leonardi, ha visto la partecipazione di alte cariche delle forze armate e delle autorità locali. Il vicesindaco di Bari, Giuseppe Santoruvo, ha rappresentato il Comune di Bitonto. Durante la messa, il sacerdote ha invitato i presenti a non perdere la speranza che da questo disastro possa nascere una nuova attenzione al prossimo e una nuova voglia di vivere.

La vicesindaca di Bari, Giovanna Iacovone, ha riflettuto sulla difficoltà di lenire la sofferenza di un eccidio che si poteva evitare, con tante domande ancora aperte e una giustizia incompiuta. L’assessore regionale Francesco Paolicelli ha sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia per prevenire future tragedie.

Il sacrificio non vano: una cultura della sicurezza

Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, ha ricordato che il sacrificio di quelle persone non è stato del tutto vano, perché ha permesso di maturare una più convinta cultura della sicurezza, fino a organizzare un sistema nazionale che funziona con dipendenti altamente specializzati.

La giustizia incompiuta: la rabbia delle famiglie

La professoressa Rosanna Albergo Baldacci, presidente dell’associazione Disastro aereo di Capo Gallo, ha espresso la rabbia delle famiglie per una giustizia che non è stata fatta. “Siamo anche noi vittime di una giustizia monca”, ha affermato. “Nessuno ha scontato la pena dei sette tunisini, colpevoli di una lunga serie di errori umani compiuti per incuria e superficialità, anzi, hanno continuato a vivere, facendo per giunta, carriera mentre noi soffriamo per sempre la privazione dei nostri cari”.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona di fiori presso la stele commemorativa nel parco di Punta Perotti, un gesto simbolico per ricordare che Bari non dimentica.

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