La città di Bari si prepara a dare un ultimo saluto a Marius il senza fissa dimora di 41 anni il cui corpo è stato rinvenuto la mattina del 3 luglio 2026 in via Carabellese nei pressi di un Eurospin nel quartiere di Japigia. La cerimonia pubblica è fissata per mercoledì alle 11.30 nella cappella del cimitero di Bari organizzata dal Comune di Bari insieme ai volontari di In.Con.Tra. e ad altri cittadini impegnati sul territorio.
Il corpo di Marius, che aveva 41 anni, è stato trasferito all’obitorio del Policlinico dopo l’intervento dell’ambulanza 118 e della polizia, avvertiti dai residenti della zona. Non sono state trovate persone che reclamassero la salma e il Comune ha disposto la sepoltura. La vicenda ha sollevato reazioni istituzionali e civiche cui si accomuna l’invito a non voltare lo sguardo davanti alle fragilità.
Il ritrovamento e le condizioni di Marius a Japigia
La mattina del 3 luglio 2026 i soccorsi sono intervenuti in via Carabellese, dopo la segnalazione di residenti che avevano notato l’uomo vicino a un supermercato del quartiere. Marius, seguito da almeno quattro anni dai volontari di In.Con.Tra. e dai servizi sociali del Pis conviveva con problemi di salute e con una dipendenza che, secondo i volontari, lo aveva reso particolarmente vulnerabile. «Marius aveva 41 anni.» è uno dei fatti certificati comunicati dall’amministrazione, che ha anche reso noto lo stato della pratica di identificazione e delle procedure sanitarie.
Assistenza quotidiana e rifiuto dell’aiuto
I volontari e il Pronto Intervento Sociale erano presenti nella vita di Marius, offrendo supporto regolare e tentando più volte di convincerlo ad accettare percorsi di presa in carico. L’assessore al Welfare, Michelangelo Cavone ha dichiarato che «Viveva per strada, e per strada è morto questa mattina.» e ha raccontato di aver accompagnato la salma all’obitorio per rendere omaggio e dare dignità alla persona. Nonostante gli sforzi, le sollecitazioni delle istituzioni e dei volontari non sempre hanno trovato risposte positive da parte dell’uomo.
La risposta dell’amministrazione comunale e l’appello alla città
Di fronte alla morte di Marius, l’assessore Cavone ha reso pubblica una doppia reazione: da un lato la decisione del Comune di farsi carico della sepoltura, dall’altro l’annuncio della convocazione di un tavolo interistituzionale nelle prossime settimane per rivedere i percorsi di presa in carico delle persone senza dimora. Cavone ha espresso con forza il bisogno di una responsabilità condivisa, sottolineando che «Non basta fare “il proprio” e fare il possibile.» e promettendo impegno: «E questa è l’unica promessa che posso farti, Marius.»
Per la giornata di mercoledì è stato organizzato un momento di preghiera nella cappella del cimitero di Bari al quale sono invitati gli abitanti della città: «Stringiamoci attorno a Marius come comunità.» ha detto Cavone, richiamando la città a farsi carico anche simbolicamente della figura dell’uomo, «Siamo noi, oggi, la famiglia che non ha avuto o che ha perduto lungo il cammino.»
Le parole dei volontari e il quadro sanitario
I volontari di In.Con.Tra. hanno ricordato come il caldo di quei giorni avesse aggravato le condizioni di persone già fragili: «Il sole di oggi a mezzogiorno non ha pietà.» è la riflessione riportata sul contesto ambientale che può amplificare rischi sanitari su soggetti vulnerabili. Le problematiche di salute di Marius lo avevano portato a un progressivo peggioramento fino al decesso, accertato dopo le prime valutazioni in obitorio.
La morte del 41enne ha riacceso il dibattito locale sull’efficacia dei servizi territoriali e sull’importanza di collegare interventi sociali e sanitari. Cavone ha ribadito l’intenzione di chiamare a confronto non solo i servizi sociali ma anche quelli sanitari per costruire una visione condivisa sul futuro dell’assistenza alle persone senza dimora.
Il funerale organizzato dal Comune è una risposta immediata alla mancanza di parenti o reclamanti della salma: il gesto amministrativo vuole garantire dignità nel rito e nello svolgimento delle pratiche. Alla cerimonia sono attesi amici, volontari e cittadini che vogliano partecipare a quello che l’assessore definisce «il giorno della comunità», un momento pubblico per ricordare una vita segnata dalla marginalità e per ribadire l’impegno collettivo a non lasciare sole le persone più fragili.



