Foggia ha rinnovato il proprio legame con il passato attraverso un doppio segno visibile: la collocazione definitiva della storica locomotiva 880-009 e l’inaugurazione di una stele commemorativa dedicata alle vittime civili dei bombardamenti del 1943. L’opera, realizzata dallo scultore e designer Alfredo Nemo Romagno in pietra di Apricena, è stata posizionata nel piazzale antistante la stazione ferroviaria intitolata a Vincenzo Russo e benedetta prima della cerimonia pubblica.
Un luogo della memoria e della rinascita
La scelta del piazzale della stazione non è casuale: quel punto della città fu uno dei più colpiti durante l’estate del 1943 e per questo rappresenta un simbolo fisico della tragedia e della successiva ricostruzione. La stele, alta circa cinque metri, vuole incarnare sia il dolore per le perdite subite sia la capacità di rinascita di una comunità che ha sofferto la distruzione di quartieri, infrastrutture e vite umane.
Il significato dell’opera
Secondo l’autore, la scultura intreccia elementi di memoria e speranza: la scelta della pietra di Apricena rimanda alla durevolezza del ricordo, mentre le linee e i volumi intendono evocare la tensione fra perdita e resilienza. Alla consegna dell’opera hanno partecipato rappresentanti religiosi che hanno offerto una benedizione, sottolineando il carattere solenne del momento.
La locomotiva 880-009: restauro e nuova collocazione
Accanto alla stele è stata inaugurata la restaurata locomotiva 880-009, spostata dalla villa comunale al nuovo sito esterno alla stazione. Il restauro e la traslazione sono stati autorizzati dal Segretariato regionale della Puglia del Ministero della Cultura, segno di tutela del patrimonio storico-tecnico e del valore simbolico che la macchina ferroviaria rappresenta per la città.
Un pezzo di storia riportato alla comunità
La locomotiva, lucidissima dopo gli interventi di conservazione, funge da monito e da memoria visibile per le generazioni presenti e future: la sua presenza accanto alla stele crea un raccordo tra memoria materiale (oggetti, infrastrutture) e memoria collettiva (storie, testimoni, comunità). Per decenni associazioni e famiglie avevano chiesto un luogo simbolico dove ricordare le migliaia di vittime civili del 1943; oggi quel luogo esiste e si trova in un punto centrale della città.
La cerimonia e i partecipanti
Alla cerimonia ufficiale hanno preso parte autorità civili e militari, rappresentanti regionali e locali, esponenti di fondazioni e delle associazioni di vittime civili, oltre a numerosi studenti degli istituti Garibaldi e Poerio. Tra gli interventi, sono salite le voci di chi ha contribuito alla realizzazione dell’opera e di chi ha promosso la delibera comunale che ha individuato l’area per la collocazione. La presenza delle nuove generazioni è stata evidenziata come elemento fondamentale per la trasmissione della memoria.
Messaggi e testimonianze
I discorsi pubblici hanno alternato ricordo storico e appelli alla pace: figure istituzionali e rappresentanti associativi hanno sottolineato che il monumento deve servire non solo a commemorare il passato ma anche a lanciare un messaggio di pace attuale. È stato inoltre annunciato lo scioglimento del Comitato che per anni si è battuto per il progetto, con la consapevolezza che l’obiettivo è stato raggiunto e che ora la città dovrà custodire l’opera.
Una memoria collettiva che guarda avanti
L’inaugurazione si è svolta in continuità con un evento precedente, una serata intitolata “Memoria e musica per una cultura di pace”, durante la quale ensemble e relatori hanno proposto brani e riflessioni sul tema della dignità umana e del ricordo. La scelta di associare musica, parole e arte visiva conferma la volontà di costruire una memoria collettiva che sia contemporaneamente emotiva e culturale.
Molti presenti al taglio del nastro erano persone che l’estate del 1943 l’hanno vissuta da bambini o l’hanno conosciuta attraverso i racconti dei familiari; la loro partecipazione ha trasformato la cerimonia in un incontro intergenerazionale, in cui il passato è stato affidato alle giovani leve perché non venga dimenticato. A pochi metri dalla stele, è stato esposto un telo arcobaleno da esponenti del Comitato per la Pace, simbolo di un richiamo universale contro le guerre e le devastazioni che ancora oggi affliggono il mondo.
Con l’installazione della stele e la collocazione definitiva della locomotiva, Foggia dispone da oggi di un luogo fisico e simbolico dove ricordare le migliaia di vittime civili del 1943. L’auspicio condiviso dalle autorità e dalle associazioni è che questo segno possa mantenere viva la memoria e stimolare riflessioni sul valore della pace e della convivenza civile.