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Leccese sollecita Malagò e Abete: niente proroga alla regola sulla multiproprietà

Il sindaco Vito Leccese ha scritto a Giovanni Malagò e Giancarlo Abete chiedendo un impegno netto sul divieto di multiproprietà che scade il 1° luglio 2028; la missiva cita la situazione della Ssc Bari dopo la retrocessione in Serie C e chiede risposte prima del voto del 22 giugno

Leccese sollecita Malagò e Abete: niente proroga alla regola sulla multiproprietà

Il sindaco di BariVito Lecceseha inviato una lettera ai due candidati alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco CalcioGiovanni Malagò e Giancarlo Abetechiedendo un impegno esplicito sul rispetto della scadenza fissata al 1° luglio 2028 per la disciplina della multiproprietà nel calcio professionistico. Nella missiva, Leccese collega direttamente la richiesta alla condizione della SSC Barirecentemente toccata da una serie di eventi che hanno alimentato preoccupazione nella città.

Il tema, oltre a essere tecnico, contiene elementi di forte impatto identitario: la regola sulla multiproprietà e la sua applicazione determinano infatti equilibri che influenzano il piano sportivo e la governance dei club. Le parole scelte nella lettera mirano a ottenere una posizione pubblica e vincolante dai candidati, da rendere nota ai cittadini prima del voto previsto.

La richiesta diretta ai candidati e il richiamo alla scadenza del 1° luglio 2028

Nella comunicazione inviata a Malagò e Abete il sindaco ricorda la precedente istanza rivolta lo scorso 15 dicembre al presidente Gabriele Gravinacon la quale chiedeva di non prorogare la scadenza della norma e, anzi, valutare l’opportunità di anticiparla. Leccese ribadisce la posizione affermando che “Quanto sta accadendo alla SSC Bari rende quella richiesta ancora più urgente” e sottolinea come la retrocesione in Serie C sia, agli occhi dell’amministrazione comunale, una prova concreta del rischio associato alle proprietà condivise tra club con priorità divergenti.

Politica federale e tempistiche del voto

Il sindaco esprime timori rispetto a ipotesi di allentamento della norma, riportando la frase “Ho letto con preoccupazione dichiarazioni recenti” per segnalare che la discussione pubblica sui possibili cambiamenti è già in corso. Per questo motivo Leccese chiede che “Credo che i candidati a guidare il calcio italiano” si pronuncino chiaramente e lo facciano entro il termine indicato, in modo che la città conosca le posizioni prima del passo elettorale: “Prima del voto del 22 giugno“.

Il caso Ssc Bari: gestione, stadio San Nicola e pressione della tifoseria

La lettera del sindaco arriva in un contesto segnato dalla gestione della SSC Bari da parte di Filmaurogruppo che detiene anche il Napoli. La città vive con tensione la convivenza di due club sotto un’unica proprietà, specialmente dopo che la squadra pugliese è scesa in Serie C dopo la sfida che ha sancito la retrocessione contro il Südtirol. Secondo il Comune, la situazione ha mostrato i limiti di una gestione che la tifoseria e l’amministrazione percepiscono come priva di progetto.

Parallelamente alla missiva ai candidati FIGC, il tema operativo dello stadio è rimasto sul tavolo: sul bando per la concessione quinquennale dello Stadio San Nicola la SSC Bari è stata l’unica società a presentare domanda. Il sindaco ha inoltre confermato che non sarà prorogata la precedente concessione dell’impianto, pur autorizzando lo svolgimento di 5 eventi estivi di natura concertistica.

Pressione pubblica e richiesta di trasparenza

La posizione del Comune è stata sostenuta anche dall’intero Consiglio comunale, che ha conferito a Leccese il mandato di rappresentare l’interesse della città. Nella lettera il sindaco scrive di interpretare “Una città che ha il diritto di sapere“, richiedendo in modo esplicito un quadro di certezze prima della scelta dei nuovi vertici federali. Sul fronte della piazza, i tifosi hanno rilanciato l’appello alla proprietà: è stata riacquistata una pagina de La Gazzetta dl Mezzogiorno con un messaggio diretto che invita il patron di Filmauro, Aurelio De Laurentiisa valutare la cessione del club.

La missiva di Leccese, infine, traccia un punto chiaro: la città vuole risposte concrete su norme e prospettive e chiede che il dibattito federale, soprattutto sulle regole che riguardano la multiproprietànon rimanga confinato a discussioni di Palazzo ma diventi oggetto di impegni pubblici e vincolanti da parte di chi ambisce a guidare il calcio nazionale.

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