Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna si è concluso con un imprevisto tecnico che ha coinvolto il suo volo di ritorno dalle Isole Canarie. Un problema al motore ha costretto il Pontefice a sbarcare dall’aereo, ritardando la partenza per Roma.
Questo episodio ha segnato l’ultima tappa di un viaggio di sette giorni che ha visto Leone XIV visitare Madrid, Barcellona, Montserrat, Gran Canaria e Tenerife, con un messaggio centrale sull’unità, i giovani, il dialogo e le migrazioni.
Un problema tecnico ritarda il volo di ritorno
Il problema tecnico è stato rilevato poco prima della partenza prevista per Roma, costringendo il Papa a sbarcare. Il re Felipe VI di Spagna, che aveva salutato Leone XIV sulla pista, è salito brevemente a bordo dell’aereo prima di scendere insieme al Pontefice e rientrare al terminal.
“Mi dispiace molto per l’accaduto. Il problema al motore è stato probabilmente causato dal vento in coda”, ha dichiarato il comandante dell’aereo Iberia. Oltre al Papa, sono scesi dall’aereo anche alcuni cardinali, tra cui Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e il cardinale spagnolo Ángel Fernández Artime.
Secondo quanto riferito, il ritardo del volo dovrebbe essere di circa mezz’ora. Questo imprevisto ha aggiunto un elemento di suspense all’ultima giornata del viaggio apostolico.
Incontri significativi con i migranti
Durante la sua visita alle Canarie, Papa Leone XIV ha incontrato 600 migranti a Tenerife, dove ha lanciato un appello ai trafficanti di esseri umani: “Fermatevi e convertitevi!”.
“Ogni vita persa in mare è un fallimento per la famiglia umana”, ha dichiarato il Papa, sottolineando l’importanza dell’accoglienza e dell’integrazione. “L’ultima parola non può averla la paura, né l’indifferenza, né la violenza di chi specula sulla vita umana. L’ultima parola spetta a Cristo.”
Leone XIV ha anche incontrato Mbacke Ndiaye, un giovane senegalese che ha condiviso la sua esperienza di migrazione. “Tenerife mi ha insegnato che la fraternità esiste oltre il sangue”, ha detto Ndiaye, esprimendo il suo impegno a restituire quanto ha ricevuto.
Un messaggio di speranza e integrazione
Il Papa ha sottolineato che l’integrazione è un cammino reciproco: chi arriva impara ad abitare una terra nuova, e chi accoglie impara ad allargare la propria casa senza diluire la propria identità.
“A voi, cari fratelli migranti, spetta una parte nobile e necessaria di questo cammino: aprirvi con fiducia alla comunità che vi accoglie, imparare la sua lingua, rispettare le sue leggi, conoscere i suoi costumi, partecipare alla vita comune e offrire con gratitudine i vostri doni”, ha detto Leone XIV.
Durante la sua visita al centro migranti Las Raices, il Papa ha condiviso momenti di tenerezza con i bambini, abbracciandoli e giocando con loro. Questo gesto ha simboleggiato l’importanza dell’accoglienza e della solidarietà verso i più vulnerabili.
Un viaggio ricco di simboli e incontri
Il viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna è stato ricco di simboli e incontri significativi. Oltre agli imprevisti tecnici, il Pontefice ha partecipato a cerimonie ufficiali, incontrato autorità locali e celebrato la Santa Messa davanti a migliaia di fedeli.
“Ritorno a casa commosso, grazie di cuore”, ha detto il Papa nel lasciare il porto di Santa Cruz, ringraziando per l’accoglienza ricevuta in Spagna durante la visita pastorale.
Il viaggio si è concluso con una cerimonia di commiato all’aeroporto di Tenerife Nord, dove il re Felipe VI ha presieduto il saluto ufficiale al Pontefice. Con il capo dello Stato spagnolo, hanno partecipato al saluto anche il presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, il ministro della Politica territoriale, Angel Victor Torres, e la ministra dell’Inclusione, Previdenza sociale e delle Migrazioni, Elma Saiz.
Questo viaggio ha lasciato un segno profondo nelle comunità visitate, rafforzando il messaggio di unità, dialogo e accoglienza che Papa Leone XIV ha portato con sé.



