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Mostra a Sarajevo racconta il rapporto con la Puglia trent’anni dopo

La mostra «Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo» è stata inaugurata nel chiostro del Centro Scolastico Cattolico Sv. Josip: un percorso basato sul volume di Franco Giuliano che ricostruisce aiuti, lettere e testimonianze, il ruolo della Puglia e la partecipazione di studenti di diverse religioni.

Mostra a Sarajevo racconta il rapporto con la Puglia trent’anni dopo

Nel chiostro del Centro Scolastico Cattolico Sv. Josip di Sarajevo è stata inaugurata la mostra intitolata “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo”, ispirata al volume di Franco Giuliano edito da Cacucci. L’allestimento mette insieme fotografie, documenti e oggetti che delineano il rapporto instauratosi durante il conflitto tra la capitale bosniaca e la regione italiana della Puglia.

L’iniziativa riporta la memoria in uno spazio che durante gli anni del blocco fu centro di solidarietà e dialogo multietnico: qui transitavano aiuti, lettere e famiglie, e oggi lo spazio espositivo riconsegna quei materiali alla collettività per favorire la conoscenza e la riflessione delle nuove generazioni.

Un legame nato tra guerra e assistenza

Il percorso documentale racconta come, in un momento di emergenza, si sia consolidata una rete di aiuto con l’Italia, e in particolare con la Puglia. Il curatore e autore del volume, Franco Giuliano, ha spiegato che la scelta di inaugurare la mostra proprio in quella scuola non è casuale: è il luogo dove molte delle iniziative umanitarie ebbero inizio, compreso l’arrivo dei «sette tir» carichi di doni inviati dai coetanei pugliesi in risposta alle lettere dei bambini bosniaci.

Lettere, giornali e immagini

Le missive dei più giovani, tradotte e pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno, sono oggi parte integrante del percorso espositivo. Tra i materiali anche un servizio dell’ANSA che documentò il grido di aiuto lanciato all’epoca e che venne ripreso dalla stampa internazionale, contribuendo a far emergere la tragedia e le iniziative di solidarietà dal territorio italiano.

Voci e volti: la memoria raccontata

All’inaugurazione hanno preso parte studenti di fedi diverse che oggi frequentano l’istituto, testimoniando la vocazione multietnica del centro. L’allestimento comprende dodici totem che riassumono la tragedia e il messaggio rivolto soprattutto ai giovani: molti contenuti sono pensati per trasmettere memoria e responsabilità civica a chi non ha vissuto direttamente quei fatti.

Testimonianze dirette

Nel libro collegato alla mostra sono riportate interviste a cinque dei bambini che all’epoca frequentavano la scuola: le loro storie personali, integrate grazie alla collaborazione con l’Università di Bari e imprese italiane, arricchiscono il corpo espositivo offrendo punti di vista individuali su esperienze collettive.

Le parole dei promotori

Il cardinale Vinko Puljić, vescovo emerito di Sarajevo, ha definito la mostra «un’occasione straordinaria» per ricordare il ruolo che l’Italia e la Puglia ebbero durante l’assedio della città. Puljić ha sottolineato come alcune immagini esposte abbiano risvegliato ricordi personali ormai sfumati, mentre altre testimonianze gli hanno riportato alla mente il drammatico appello lanciato all’esterno durante i momenti più difficili.

La direttrice della scuola, Marina Pregernik, ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa soprattutto in un periodo in cui il mondo vive tensioni nuove: la mostra è un invito alla riflessione sulla fragilità umana e sulla necessità di mantenere vivo il dialogo intergenerazionale e interculturale.

Il ruolo delle istituzioni italiane

Anche la prima segretaria culturale dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo, Gioia Salzano, ha ribadito il valore dell’evento nel consolidare i rapporti tra Italia e Bosnia-Erzegovina. La rassegna è dunque interpretata come un ponte culturale che restituisce centralità a pratiche di solidarietà e cooperazione internazionale nate sul territorio.

Itineranza e prossime tappe

La mostra non resterà confinata al chiostro della scuola: è prevista un’esposizione nell’ex Biblioteca universitaria Vijećnica, monumento nazionale e luogo simbolo del conflitto oggi sede del Municipio di Sarajevo. In Italia, dopo soste nella Camera di Commercio di Bari, al Castello di Conversano e all’Ospedale Perrino di Brindisi, l’allestimento sarà installato a metà giugno nel Palazzo del Rettorato del Politecnico di Bari, ampliando il pubblico e la possibilità di confronto.

Nel complesso l’iniziativa si configura come un progetto culturale che unisce documentazione storica, memoria collettiva e educazione civica, pensato per sollecitare domande sulle conseguenze della guerra e sul valore della solidarietà tra comunità.

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