La nuova campagna olearia in Puglia si apre in un contesto critico, segnato dagli effetti del caldo e della siccità sugli oliveti e da un mercato appesantito dalle giacenze record della scorsa annata. Con 60.897 tonnellate di olio ancora nei magazzini, la filiera rischia di subire un ulteriore colpo. Coldiretti Puglia ha ribadito al tavolo del MASAF la necessità di interventi urgenti per gestire questa situazione complessa.
Giacenze record e liquidità delle imprese
Tra le priorità indicate da Coldiretti Puglia c’è l’attivazione urgente di un bando per l’acquisto di olio extravergine d’oliva 100% italiano destinato agli indigenti. Questa misura, secondo Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, potrebbe contribuire ad alleggerire le giacenze e sostenere la liquidità delle imprese. Tuttavia, è fondamentale che tale iniziativa sia accompagnata da controlli rigorosi sull’origine e sulla qualità del prodotto.
Controlli e tracciabilità per garantire la qualità
Per contrastare i trafficanti di olio e le frodi sull’origine e sulla qualità del prodotto, Coldiretti Puglia chiede di rafforzare il sistema dei controlli. Tra le tecnologie innovative proposte ci sono la risonanza magnetica, la mappatura genetica e le analisi isotopiche. Inoltre, si propone l’integrazione delle banche dati e il potenziamento della rete dei laboratori.
Documento di trasporto elettronico
Un altro punto cruciale è l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive. Questo strumento garantirebbe una ricostruzione completa dei movimenti del prodotto dal campo al frantoio e fino alla commercializzazione, assicurando una tracciabilità completa della filiera.
Contratti di filiera e pratiche commerciali sleali
Coldiretti Puglia indica nei contratti di filiera uno strumento strategico per costruire rapporti più equilibrati tra produzione, trasformazione e commercializzazione. Questi contratti favorirebbero la programmazione degli approvvigionamenti e assicurerebbero maggiore stabilità agli olivicoltori. Inoltre, è necessario contrastare le pratiche commerciali sleali e le vendite sotto costo, rafforzando la tutela dell’origine italiana e la trasparenza sulle importazioni.
Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, sottolinea che il tavolo al MASAF deve rappresentare un punto di svolta per mettere ordine nella filiera. Servono tracciabilità, controlli innovativi e banche dati integrate per sapere con certezza da dove arrivano le olive, dove vengono trasformate e quale percorso compie l’olio. Inoltre, è necessaria una strategia per le giacenze e una vera programmazione della produzione, attraverso contratti di filiera che garantiscano rapporti trasparenti e una più equa distribuzione del valore lungo tutta la catena.
La tutela del prodotto italiano passa dalla trasparenza, dalla legalità e dalla capacità di riconoscere agli olivicoltori il giusto valore del loro lavoro. Coldiretti Puglia chiede quindi che dalla prosecuzione del confronto al MASAF arrivino misure straordinarie per la filiera olivicola, capaci di intervenire sulle giacenze, sostenere le imprese, rafforzare i controlli e la tracciabilità, promuovere i contratti di filiera e contrastare le pratiche sleali, per difendere il reddito degli olivicoltori pugliesi e il valore dell’extravergine italiano.



