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Piccoli calciatori, grandi sogni: presentazione e riflessioni su Bari

Alla presentazione del libro di Giulio Mola sulla realtà del calcio giovanile si sono intrecciate indagini sul mondo della formazione sportiva e il ritorno emozionale dell'ex centrocampista Alessandro Gazzi a Bari. Un evento che ha acceso riflessioni sul futuro del club e sul ruolo educativo dello sport.

Piccoli calciatori, grandi sogni: presentazione e riflessioni su Bari

Lancio editoriale e riflessioni pubbliche si sono incontrati in una serata dedicata al mondo del calcio giovanile. Il giornalista Giulio Mola ha presentato il suo libro Piccoli calciatori, grandi sogni nella cornice della scuola Eleonora Duse a Bari, offrendo un quadro che combina inchiesta e lettura critica del settore di base del calcio italiano. L’evento ha messo in luce sia il fascino spontaneo del gioco sia le criticità che ne attenuano la funzione educativa.

Alla presentazione è intervenuto anche Alessandro Gazzi, ex centrocampista legato alla città, il cui ritorno a Bari ha aggiunto un tono personale e immediato alla discussione: emozioni, ricordi familiari e un appello alla compattezza intorno al club cittadino si sono intrecciati ai temi emersi nel libro.

Il ritratto del calcio giovanile nel libro di Giulio Mola

Nel volume Mola propone una inchiesta che esplora le dinamiche nascoste dietro le scuole calcio e i vivai: da un lato c’è la purezza del gestoil bambino che corre dietro al pallone con l’immaginazione dei grandi stadi; dall’altro emergono pratiche e pressioni che trasformano spesso il percorso formativo in un trampolino verso logiche professionistiche premature. Il testo non si limita a celebrare il mito del gioco, ma documenta con rigore le tensioni fra valore educativo e rincorsa al risultato.

Tra i punti salienti dell’indagine vi è l’attenzione posta sulle aspettative degli adulti — genitori, tecnici e dirigenti — che spesso orientano le scelte dei più giovani non tanto verso la crescita personale quanto verso obiettivi di visibilità e guadagno. Mola sottolinea come la funzione educativa dello sport rischi di essere offuscata quando il sistema premia esclusivamente la performance.

La dimensione sociale e formativa evidenziata dall’autore

L’autore dedica spazio alla relazione fra campo e vita quotidiana: il calcio come luogo di socialità, disciplina e costruzione dell’identità. Tuttavia, segnala anche situazioni in cui la cura del ragazzo è subordinata alle logiche di selezione, creando uno squilibrio tra crescita umana e obiettivi agonistici. In questo senso il libro invita a ripensare pratiche e priorità nel lavoro con i giovani atleti.

Il ritorno di Alessandro Gazzi e lo stato d’animo di Bari

Alessandro Gazzi, protagonista di una carriera lunga e strettamente legata alla città, ha raccontato il proprio ritorno a Bari con toni visibilmente emozionati. Rivivere i colori della squadra gli ha riportato alla mente non solo i momenti sul campo, ma soprattutto la vita costruita fuori dallo stadio: il matrimonio e la nascita dei primi figli sono stati citati come tappe che hanno segnato il suo legame con la città.

Parlando della situazione sportiva del club, Gazzi ha espresso delusione per il recente risultato sportivo ma ha lanciato un messaggio volto alla coesione: «Bisogna guardare avanti. La delusione c’è, ma è fondamentale rialzarsi subito, tutti insieme», ha detto, richiamando l’importanza della compattezza tra dirigenza, squadra e tifosi. La sua riflessione sottolinea come la comunità sportiva abbia bisogno di equilibrio per affrontare momenti difficili.

Un appello alla compattezza nel momento critico del club

Gazzi ha fatto riferimento anche a tensioni interne che possono compromettere il progetto collettivo, ma ha insistito sul valore dell’unità: il recupero passa da una riconciliazione di intenti e dalla capacità di lavorare con visione condivisa. Il suo intervento ha trasformato la presentazione del libro in un’occasione pubblica per discutere di prospettive e responsabilità attorno alla squadra cittadina.

La serata ha quindi messo in luce due piani collegati: da una parte l’analisi critica di Mola sul mondo giovanile del calcio, che chiama a una maggiore attenzione educativa e a pratiche più sostenibili; dall’altra la testimonianza personale di Gazzi, che richiama sentimenti profondi legati alla città e un invito concreto alla coesione per superare la delusione sportiva. Entrambi i contributi hanno offerto spunti di riflessione utili per allenatori, dirigenti, genitori e appassionati.

Confronti come questo riaffermano il ruolo della cultura sportiva nella vita cittadina e sollecitano una lettura più attenta delle responsabilità che gravano su chi forma i giovani: educare attraverso lo sport significa preservare il valore del gioco, tutelare il benessere dei ragazzi e costruire percorsi che favoriscano crescita personale oltre al risultato sul campo.

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