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Più di mille visite a domicilio in Asl Bari per proteggere gli anziani dal caldo

La Asl Bari ha effettuato oltre mille visite domiciliari in meno di un mese e migliaia di telefonate per il monitoraggio dei pazienti fragili, rafforzando l'assistenza territoriale durante le ondate di calore; nel distretto di Molfetta la dottoressa Claudia Aiello sottolinea il ruolo centrale dei medici di medicina generale.

Più di mille visite a domicilio in Asl Bari per proteggere gli anziani dal caldo

Nei primi giorni di ondate di calore la ASL Bari ha intensificato l’attività sul territorio con un intervento mirato: in meno di un mese sono state effettuate oltre 1.000 visite domiciliari e realizzati migliaia di contatti telefonici per il monitoraggio dei pazienti più fragili. L’azione è stata pensata per ridurre rischi e complicanze legate alle alte temperature, concentrandosi su anziani e persone con patologie croniche che necessitano di attenzione continuativa.

L’operazione ha avuto come fulcro i medici di medicina generale che, agendo direttamente nelle abitazioni, hanno potuto verificare condizioni cliniche, supportare l’aderenza terapeutica e fornire consigli mirati per far fronte al caldo. Le misure adottate si collocano in linea con le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e puntano a evitare accessi impropri ai Pronto Soccorso e ricoveri evitabili.

Numeri e obiettivi dell’intervento in provincia di Bari

Nel bilancio operativo della ASL Bari emergono due cifre chiave: oltre 1.000 visite domiciliari in meno di un mese e migliaia di telefonate di monitoraggio rivolte ai pazienti presi in carico. L’obiettivo dichiarato è stato quello di intercettare precocemente le situazioni di maggiore rischio mantenendo un contatto diretto e continuo con le persone più vulnerabili e le loro famiglie. Il direttore generale, Luigi Fruscio ha ribadito il senso dell’iniziativa: “Portare l’assistenza direttamente nelle case significa intercettare precocemente i bisogni di salute“.

Ridurre ricoveri e accessi impropri ai Pronto Soccorso

La strategia costruita sull’assistenza domiciliare mira a contenere due criticità ricorrenti durante le ondate di calore: l’aumento dei ricoveri ospedalieri e gli accessi affollati ai Pronto Soccorso. Grazie alle visite a domicilio è stato possibile valutare tempestivamente segni di disidratazione, alterazioni dello stato generale o problemi nella gestione delle terapie croniche, intervenendo prima che la situazione peggiorasse. Questo approccio riconosce nel medico di famiglia una figura centrale per la prevenzione e il monitoraggio quotidiano.

Il ruolo dei medici di medicina generale nel distretto di Molfetta

Nel distretto di Molfetta i medici di famiglia hanno svolto un ruolo operativo e di relazione: entrando nelle case, hanno osservato direttamente l’ambiente di vita, controllato l’aderenza terapeutica e dato indicazioni personalizzate su idratazione, alimentazione e comportamenti da tenere durante le ore più calde. La dottoressa Claudia Aiello medico di medicina generale del distretto di Molfetta, ha sintetizzato questa prospettiva con parole chiare: “Le visite domiciliari consentono di verificare le condizioni di salute dei pazienti” e ha aggiunto che “Questa è la medicina di prossimità“, sottolineando quanto sia importante raggiungere le persone «dove vivono» nei momenti di maggiore vulnerabilità.

La domiciliarità ha permesso anche di fornire consigli pratici su come gestire il caldo: mantenere gli ambienti freschi e ventilati, idratarsi regolarmente e non interrompere le terapie senza consultare il medico. Questi interventi, oltre alla componente clinica, hanno avuto un valore educativo volto a rafforzare la capacità delle famiglie di riconoscere segnali di allarme.

Coordinamento con le raccomandazioni nazionali

Le attività messe in campo dalla ASL Bari si inseriscono nel quadro delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità che evidenzia come la prevenzione sia la strada principale per proteggere la salute durante le ondate di calore. Come ricordato dal direttore generale Luigi Fruscio“I medici di medicina generale hanno un ruolo centrale” nella tutela dei soggetti più deboli, grazie alla conoscenza quotidiana delle storie cliniche e delle condizioni di vita dei pazienti.

L’impostazione adottata ha anche un valore organizzativo: la rete dei medici di medicina generale ha intensificato il monitoraggio telefonico e le visite per coprire rapidamente i bisogni segnalati dai pazienti o dalle loro famiglie, con l’intento di intervenire in tempi rapidi e ridurre il peso sulle strutture ospedaliere.

L’ampiezza dell’intervento — oltre mille visite in meno di un mese — evidenzia la scala dell’impegno necessario per proteggere le persone più a rischio nei periodi di temperature elevate.

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