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Plusvalenze calcistiche sotto accusa: l’inchiesta che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis

La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta su Aurelio e Luigi De Laurentiis per presunte irregolarità contabili. Scopri i dettagli dell'operazione che coinvolge SSC Bari e SSC Napoli.

Plusvalenze calcistiche sotto accusa: l’inchiesta che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis

La Procura di Bari indaga Aurelio e Luigi De Laurentiis per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta e la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi della SSC Bari della SSC Napoli e di Filmauro srl. Gli accertamenti si concentrano sul trasferimento del portiere Elia Caprile e sulla situazione economico-finanziaria del Bari. Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026.

Il procedimento è rilevante per le possibili ripercussioni sulla gestione societaria e sul futuro sportivo del club pugliese, anche alla luce della richiesta di apertura della liquidazione giudiziale per presunta insolvenza. Gli sviluppi più recenti integrano il quadro con nuovi profili di bancarotta documenti acquisiti e una ricostruzione aggiornata delle operazioni infragruppo.

Perquisizioni e indagati tra Bari, Napoli e Filmauro

Le perquisizioni hanno interessato gli uffici del Bari, del Napoli e di Filmauro, con il sequestro di bilanci note integrative, relazioni sulla gestione e corrispondenze ritenute utili a ricostruire i flussi tra società del gruppo. Gli inquirenti hanno coinvolto anche tre direttori sportivi e un procuratore di calcio non indagati, per acquisire materiale sulla trattativa Caprile. Le attività sono supportate da consulenze tecniche volte a verificare l’eventuale esposizione di fatti non veri o omissioni rilevanti nei documenti contabili.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli e legale rappresentante di Filmauro, e Luigi De Laurentiis, amministratore unico del Bari, risultano formalmente indagati per i reati ipotizzati. Gli atti ricercati includono scritture contabili e bozze contrattuali utili a definire la correttezza delle valutazioni e la presenza di eventuali vantaggi indebiti all’interno del perimetro societario.

Profili di reato e documentazione acquisita

Oltre alle false comunicazioni sociali la Procura contesta profili di bancarotta fraudolenta impropria riconducibili a distrazione da reato societario e a operazioni dolose. Secondo gli accertamenti, la gestione avrebbe aggravato il dissesto con scelte che hanno inciso sull’equilibrio economico-patrimoniale. La Guardia di Finanza sta esaminando comunicazioni interne e atti infragruppo per delineare responsabilità gestionali e tempi delle decisioni.

Il perimetro investigativo comprende la verifica dei principi contabili applicati ai bilanci 2019-2026 e delle modalità di rappresentazione di poste patrimoniali sensibili. L’obiettivo è valutare se vi sia stata un’alterazione della continuità aziendale nella redazione dei documenti societari e se alcune operazioni abbiano determinato uno scostamento significativo rispetto al reale stato economico del Bari.

Il trasferimento di Elia Caprile e la plusvalenza contestata

Il fulcro dell’indagine è la cessione di Elia Caprile dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro nell’estate 2026, quantificata con perizia giurata di un soggetto terzo e indipendente. Nel bilancio del Bari sarebbero stati esposti fatti materiali non rispondenti al vero o omesse informazioni. Originariamente il Bari aveva acquisito Caprile dal Leeds FC riconoscendo premi legati all’eventuale rivendita, ma senza clausole di partecipazione a plusvalori nella cessione al Napoli.

Il successivo trasferimento di Caprile al Cagliari per circa 8 milioni di euro ha generato una plusvalenza in capo al Napoli stimata in 7 milioni. Gli inquirenti verificano se, alla luce dei rapporti infragruppo e delle condizioni d’acquisto originarie, la rappresentazione economico-patrimoniale del Bari connessa all’operazione sia stata corretta e conforme ai principi contabili e alle regole di valutazione dei diritti alle prestazioni sportive.

Perdite 2019-2026 e richiesta di liquidazione giudiziale

Le analisi sui bilanci hanno evidenziato una perdita sistemica di circa 30 milioni di euro tra il 2019 e il 2026, con deficit patrimoniale e esposizione debitoria ritenuti rilevanti. Una consulenza tecnica depositata dopo la retrocessione del Bari in Serie C ha sostenuto la tesi dello stato di crisi. Sulla base di questi elementi, la Procura ha chiesto l’apertura della liquidazione giudiziale ai sensi delle norme vigenti, ritenendo la società insolvente in assenza di un piano di riequilibrio effettivo.

Secondo gli inquirenti, il patrimonio netto del club risulta negativo dal 2026 e l’equilibrio societario è dipeso da interventi straordinari del socio unico Filmauro. Tra i rilievi rientra anche la decisione dell’organo amministrativo di rinviare la copertura di una perdita di circa 7,5 milioni di euro legata all’esercizio, profilo che viene ora valutato nell’ambito dell’ipotesi di bancarotta.

Le posizioni difensive e la nota ufficiale

La proprietà del Bari ha affermato di aver sempre coperto con risorse proprie le perdite d’esercizio considerate fisiologiche nel settore. In una nota congiunta, SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno dichiarato: “SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria, auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento.” La famiglia ha definito le contestazioni “esterrefatte” e “basite” e ha ribadito di operare nel rispetto della legge.

Le indagini proseguono con ulteriori accertamenti su documentazione amministrativa contabile e sugli atti relativi alle transazioni tra società, per chiarire portata e impatto delle operazioni infragruppo. L’esito delle consulenze tecniche e la decisione sul procedimento di liquidazione giudiziale restano i prossimi passaggi chiave.

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