Questa mattina il paesaggio della periferia di Bitonto è stato attraversato da un’imponente colonna di trattori e camion a tutto volume. Partiti alle prime ore dall’intersezione fra via Palombaio e la provinciale 231, più di centinaia di veicoli hanno avanzato verso il centro cittadino, determinando il blocco totale della trafficazione. L’evento, organizzato da rappresentanti del settore agricolo e dei trasporti, si è configurato come una dichiarazione di stanchezza verso l’aumento vertiginoso del carburante e dei costi di produzione, un fenomeno definito dai partecipanti come caro vita.
Il percorso del corteo: da Palombaio al Palazzo Gentile
Alle 7.00, i primi mezzi hanno lasciato l’incrocio di via Palombaio, una zona tradizionalmente utilizzata come punto di raccolta per i prodotti locali. Dopo aver attraversato la provincial 231, il convoglio è proseguito lungo via Vittorio Emanuele, dove alcuni agricoltori hanno fermato i motori per distribuire cartelli e manifesti. L’arrivo al Palazzo Gentile, sede del Comune di Bitonto, è avvenuto intorno alle 9.00, dove è stato atteso un incontro con le autorità municipalizzate. Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha accolto i manifestanti, promettendo di trasmettere le richieste al Governo regionale.
Le richieste chiave degli agricoltori, allevatori e autotrasportatori
Il nucleo centrale della protesta riguarda la difficoltà di sostenere le spese di gestione delle aziende agricole. Gli olivicoltori hanno segnalato che i prezzi di vendita dei loro prodotti sono scesi al di sotto dei costi di raccolta, con il rischio concreto che il frutto rimanga appeso ai rami senza possibilità di essere commercializzato. Parallelamente, gli allevatori denunciano l’aumento del prezzo del mangime e del diesel, mentre i trasportatori lamentano che il costo del carburante sta erodendo drasticamente i margini di profitto. Tutte le categorie hanno invitato a una risposta coordinata che comprenda sovvenzioni temporanee e una revisione delle tariffe fiscali sui prodotti agricoli.
Riflessi sulla catena di distribuzione: gli scaffali di Bari a rischio
Il blocco dei tir che attraversano la provinciale 231 ha avuto ripercussioni immediate nei punti vendita della provincia di Bari. I supermercati hanno segnalato una diminuzione delle consegne di prodotti freschi, conserve e, soprattutto, di frutta e verdura. Alcuni reparti espongono cartelli che avvertono i clienti della temporanea carenza di beni, mentre gli scaffali mostrano spazi vuoti che, per la prima volta da anni, ricordano un’immagine quasi apocalittica di consumismo interrotto. Le catene della grande distribuzione stanno attivando piani di emergenza, ma la carenza di merce è direttamente collegata alle manifestazioni che si sono propagate anche a Foggia e Napoli.
Un appello aperto a tutta la cittadinanza
Oltre alle categorie produttive, gli organizzatori hanno lanciato un invito a studenti, pensionati, artigiani e tutti i cittadini a partecipare al presidio. Lo slogan “Bitonto si ferma” è stato recitato da gruppi di manifestanti che hanno sfilato tra le vie del centro, distribuendo volantini e invitando a una mobilitazione più ampia contro il cariolio e il caro vita. L’obiettivo dichiarato è quello di far sì che le istituzioni rispondano con misure concrete, evitando che la pressione economica continui a gravare su famiglie e imprese locali.



