Regis Claude Albert Normand è stato arrestato il 25 agosto 2026 a Bari dopo il sequestro di tre missili Akeron trovati nel furgone con targa francese durante un controllo al porto.
Il caso ha assunto carattere internazionale poiché il veicolo era sbarcato dalla motonave Superfast proveniente da Patrasso e l’autista ha dichiarato che la destinazione finale era la Grecia. Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2026.
Perché la scoperta è rilevante
Gli accertamenti della Guardia di finanza e la perizia dell’Esercito hanno stabilito che i tre Akeron devono essere considerati armi da guerra rendendo centrale la verifica delle autorizzazioni richieste dalla normativa italiana sul materiale d’armamento. L’operazione solleva questioni sulla catena di responsabilità del trasporto e sulla regolarità dei documenti accompagnatori presentati dall’autista.
Dettagli del controllo e del materiale sequestrato
Durante l’ispezione gli agenti hanno rinvenuto cinque contenitori logistici nel furgone: uno vuoto, un secondo con un missile da istruzione inerte e privo di guida, propulsione e testata, e tre contenitori con i missili Akeron MP. La perizia ha evidenziato bande blu applicate sui tubi, in apparenza conformi agli standard Nato per materiale da addestramento, ma rimosso il nastro blu è emersa una colorazione giallo-nera tipica di munizionamento ad alto esplosivo con effetto perforante.
Dichiarazioni dell’autista e anomalie documentali
Normand ha riferito di operare come autista per conto di MBDA France e di dover consegnare il materiale alla società Altus LSA in Grecia per interventi di riparazione. Ha mostrato tre lettere di vettura internazionale che gli investigatori hanno definito troppo generiche per chiarire la natura del carico. La difesa ha prodotto anche un’autorizzazione del ministero della Difesa francese rilasciata nel 2026 a MBDA France per attività su materiale di guerra.
Decisioni giudiziarie e indagini in corso
Il giudice per le indagini preliminari Valeria Isabella Valenzi ha disposto ulteriori accertamenti, segnalando timbri differenti e incongruenze nelle date presenti nella documentazione. La Procura ha rilevato che non sono state esibite le autorizzazioni previste dalla legge italiana né durante il controllo né davanti all’autorità giudiziaria, e ha sottolineato l’anomalia del trasporto di armamenti di elevato valore senza misure di sicurezza particolari.
Le indagini si concentrano ora sulla provenienza dei missili, sulla validità delle autorizzazioni e sulla reale destinazione del carico, con verifiche rivolte alle aziende coinvolte nella filiera del trasporto e alla tracciabilità dei materiali prodotti.



