La Cattedrale di San Sabino di Bari ha ospitato il 21 giugno, verso le 17:10, l’allineamento del solstizio d’estate in cui il fascio di luce del rosone di facciata ha raggiunto il mosaico in pietra davanti all’altare maggiore. La navata si è riempita di fedeli e visitatori che hanno seguito in silenzio la progressione luminosa.
L’appuntamento è rilevante perché mostra l’incontro tra architettura romanica e cielo, trasformando l’edificio in un *orologio naturale* che evidenzia il culmine dell’anno solare. L’evento è stato accompagnato da letture, musica e danza meditativa in un impianto scenico calibrato sui tempi della luce, con un taglio devozionale e contemplativo.
Il solstizio del 21 giugno in Cattedrale: tempi e dinamica
Nel tardo pomeriggio, i raggi del sole hanno attraversato il grande rosone della facciata e, filtrando dalle vetrate, hanno proiettato il disegno sul pavimento. L’immagine luminosa si è sovrapposta quasi perfettamente al rosone musivo posto davanti all’altare, con una precisione osservata intorno alle 17:10. La sovrapposizione è durata pochi minuti, sufficiente a esaltare contrasti e dettagli decorativi altrimenti non percepibili nella luce ordinaria, trasformando il pavimento in un *dispositivo visivo* capace di leggere lo spazio sacro.
La dinamica è legata alla geometria dell’edificio e all’orientamento costruttivo tipico delle chiese romaniche tra XI e XII secolo. Nel giorno del solstizio il Sole raggiunge la massima altezza apparente nell’emisfero nord e la luce viene canalizzata in un fascio che interagisce con il mosaico. Questa integrazione tra *calcolo astronomico* e architettura ha consolidato Bari tra i luoghi italiani in cui la luce diventa linguaggio narrativo e rito urbano.
Allestimento in navata: musica, letture e danza meditativa
La parrocchia ha proposto un allestimento scenico pensato per sostenere il momento luminoso senza sovrapporsi al fenomeno. Le letture sono state firmate da Alex Bartolo con la collaborazione vocale di Tiziana Nuzzo e dello stesso Bartolo; la regia è stata affidata a Marilena Bertossi insieme a Bartolo. La danza e le coreografie, curate da Sara Accettura e Moritz Zavan Stoeckle hanno costruito un percorso corporeo sul passaggio tra buio e luce, accompagnando l’attesa dell’allineamento.
La parte musicale ha visto esecuzioni affidate a Marco Arenella e Caterina Coscia con brani scelti per evocare un ambiente di silenzio e meditazione. Tra i momenti utilizzati per scandire la progressione è rientrata anche *La sera dei miracoli*, selezionata per la sua forza evocativa. L’insieme delle performance ha legato la dimensione estetica alla partecipazione collettiva, mantenendo un registro sobrio centrato sul tema della rinascita.
Parole in cattedrale: simboli e interpretazioni della luce
Il parroco, don Franco Lanzolla ha offerto una lettura teologica dell’evento collegandolo alla simbologia del rosone«l’accadimento del 21 giugno esprime l’umanità che è illuminata, plasmata dalla luce». «Il rosone è un roveto ardente che esprime Cristo attraverso il quale passa la luce che viene da Dio», ha aggiunto, indicando il percorso simbolico: «la luce entra nella terra perché arriva da Dio, passa da Cristo che dona la sua luce all’umanità che cammina nella storia».
Tra i presenti ha preso parte anche padre Enzo Fortunato direttore della comunicazione della Basilica di San Pietro, a Bari per impegni legati a una produzione televisiva. Ha ricordato che «il rosone nelle chiese simboleggia la perfezione divina, l’eternità, la luce spirituale, ma soprattutto la risurrezione» e che assistere al passaggio della luce significa «risvegliare i sentimenti di speranza che ci sono dentro di noi». Ha richiamato l’importanza di un’educazione dello sguardo: «se i nostri occhi sono abitati dalla luce, sanno guardare la luce che c’è in tutti noi».
Memoria cittadina e partecipazione: dalla riscoperta al rito
La ricorrenza è stata riscoperta nel 2005 dal sacrista Michele Cassano che ha osservato la coincidenza tra il fascio solare e il disegno del rosone musivo, contribuendo a fissare la data del 21 giugno come appuntamento cittadino. Da allora, la cattedrale richiama ogni anno fedeli, appassionati e fotografi, trasformando la breve sovrapposizione in un *rito urbano* condiviso. La partecipazione numerosa si è nuovamente misurata nel 2026, con una presenza improntata al silenzio e alla concentrazione guidata dai tempi del fenomeno.
La ripetizione dell’allineamento ha alimentato la lettura del solstizio d’estate come segno di continuità tra progetto medievale e osservazione del cielo. La proiezione del rosone sul mosaico è diventata un *testo* in cui l’architettura parla in sincronia con il calendario naturale, rafforzando l’identità estiva dell’appuntamento barese. L’organizzazione ha mantenuto un taglio meditativo, in equilibrio tra fruizione pubblica e rispetto della celebrazione. Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026.


