23 Maggio 2026 🌤 20°

Sospendere il bando per lo stadio San Nicola: la richiesta del centrodestra a Leccese

Il centrodestra di Bari sollecita il sindaco Leccese a sospendere il bando per lo stadio San Nicola e a valutare la revoca in autotutela, evidenziando cambiamenti economici e sportivi dovuti alla retrocessione del Bari

Sospendere il bando per lo stadio San Nicola: la richiesta del centrodestra a Leccese

La recente evoluzione del calcio cittadino ha acceso una nuova fase di confronto politico a Bari. Le forze del centrodestra locale hanno diffuso una nota congiunta nella quale si sollecita il sindaco Vito Leccese a fermare la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola. Il motivo principale invocato è la retrocessione in Serie C del Bari, evento che, secondo i firmatari, ha modificato profondamente le condizioni economiche e sportive alla base del bando.

Nella richiesta si sottolinea come lo stadio sia un patrimonio collettivo e non un elemento che possa essere assegnato senza una nuova istruttoria. Il centrodestra chiede quindi la Sospensione temporanea della gara e l’avvio della revoca in autotutela del bando, sostenendo che la procedura originaria sarebbe stata pensata sulla base di presupposti ormai mutati. Aggiungono inoltre che alla gara avrebbe partecipato esclusivamente la società controllata dalla famiglia De Laurentiis, fattore che, per l’opposizione, richiede una verifica più approfondita.

Le ragioni amministrative e fiscali della richiesta

Secondo i rappresentanti del centrodestra, non si tratta di una reazione emotiva ma di un’esigenza di prudenza amministrativa. La retrocessione del club cambia le proiezioni di ricavi, la capacità di attrarre investimenti e, più in generale, il valore economico dell’operazione. Per questo motivo chiedono che il Comune rivaluti gli atti già avviati e verifichi se le condizioni iniziali del bando siano ancora compatibili con l’interesse pubblico. L’obiettivo dichiarato è evitare scelte che possano risultare onerose o controproducenti per la collettività.

Che cosa implica la revoca in autotutela

La proposta di avviare una revoca in autotutela viene presentata come uno strumento previsto dall’ordinamento per correggere atti amministrativi quando vengono meno le condizioni che li giustificavano. In questo caso il centrodestra chiede che gli uffici comunali competenti eseguano una nuova istruttoria per verificare la congruità del bando rispetto alla nuova realtà sportiva ed economica. Tale verifica comporterebbe controlli sui presupposti finanziari, sulle garanzie previste e sulla sostenibilità dell’affidamento nel medio-lungo periodo.

La richiesta al sindaco e la proposta di confronto pubblico

Nel documento i firmatari rivolgono un appello diretto al sindaco Leccese, invitandolo a mostrare un “atto di responsabilità istituzionale”: sospendere la gara, predisporre gli approfondimenti e riaprire un confronto pubblico. Confronto pubblico viene descritto come una fase necessaria per ascoltare le parti, valutare scenari alternativi e definire criteri trasparenti per la gestione dello stadio. La richiesta include anche la riapertura di un dibattito con le associazioni cittadine, i tifosi e gli stakeholder economici.

Quali passaggi tecnici vengono richiesti

I promotori della sospensione elencano passaggi specifici: sospensione immediata dei termini di gara, esame della documentazione economico-finanziaria presentata, verifica della partecipazione limitata a un unico operatore e valutazione di eventuali alternative gestionali. Tutti questi punti vengono descritti come propedeutici a una decisione che metta al centro il bene comune e riduca il rischio di scelte affrettate che possano compromettere il valore dell’impianto per la città.

La pressione sulla proprietà: una cessione sollecitata

Un altro elemento chiave della protesta politica riguarda la proprietà del club. Il centrodestra invita la famiglia De Laurentiis e la società Filmauro a favorire una cessione seria e trasparente qualora riconoscano l’impossibilità di perseguire il progetto avviato. Dopo anni di promesse non mantenute e risultati sportivi deludenti, secondo l’opposizione è arrivato il momento di valutare un passaggio di consegne che dia stabilità al progetto sportivo e migliori le prospettive per la città.

Perché lo stadio non può essere oggetto di decisioni affrettate

Il messaggio finale sottolinea che lo stadio San Nicola è un elemento strategico per Bari, non solo per l’attività calcistica ma anche per l’immagine urbana e le ricadute economiche territorali. Per questo motivo la coalizione chiede prudenza, trasparenza e visione di lungo periodo, evitando scelte dettate dall’urgenza o da circostanze momentanee. Un’eventuale decisione definitiva, avvertono, dovrebbe essere presa solo dopo una valutazione pubblica e approfondita che metta al primo posto l’interesse pubblico della collettività.

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