Il 2 ottobre, in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza, le strade di Palermo sono state teatro di un gesto simbolico che ha coinvolto otto istituti scolastici. Un lungo sudario di Gaza lungo circa settanta metri, ha sfilato da Via Paladini fino a Piazza San Paolo, portando con sé i nomi di più di diciotto migliaia di bambini palestinesi morti nella striscia di Gaza.
Parallelamente, nella cattedrale di Mazara del Vallo, lo stesso striscione, questa volta di venticinque metri per otto, è stato esposto per un’intera giornata. Centinaia di fedeli hanno riposto il capo in silenziosa preghiera, trasformando il luogo di culto in un spazio di ricordo collettivo. Entrambe le iniziative sono state organizzate da realtà civili e religiose che hanno voluto dare visibilità a un dolore spesso relegato ai titoli dei quotidiani.
Il corteo delle scuole a Palermo
Le otto scuole coinvolte – Giuliana Saladino, Cruillas, Rita Levi Montalcini, Russo Raciti, Michelangelo Buonarroti, Tomasi di Lampedusa Boccadifalco, Setti Carraro e l’Istituto di Istruzione Superiore Ascione – hanno deciso di uscire dalle aule per costruire una campagna di sensibilizzazione. Il messaggio che hanno voluto trasmettere è chiaro: la scuola non può rimanere indifferente di fronte a un conflitto che ha radicato il genocidio di civili innocenti.
Il corteo è partito alle ore 9.00 dal capolinea della linea 3 del tram, percorrendo Via Barisano da Trani, Via Brunelleschi, Viale Michelangelo, Via Acireale, Piazza Santa Cristina, Viale Piazza Armerina, per arrivare infine a Piazza San Paolo. Gli studenti hanno alternato il trasporto del sudario, senza sventolare bandiere né striscioni, perché l’unico protagonista era la striscia stessa, testimonianza vivente dell’orrore in Gaza.
Origine del sudario e modalità di aggiornamento
Il sudario di Gaza è stato concepito dall’Istituto Superiore Giorgio La Pira di Pozzallo (RG), ispirato all’eredità di un ex sindaco di Firenze noto per il suo impegno nella pace e nel dialogo interculturale. I nomi sono stati ricavati dal database dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, che provvede costantemente ad aggiornare l’elenco in base ai dati disponibili.
Ogni nome, scritto a mano, è accompagnato dall’età della vittima, trasformando una statistica in una storia personale. Gli organizzatori hanno invitato altre scuole della città a partecipare, fornendo l’indirizzo email scuole.palermoperlapace@ per chi volesse aderire al corteo.
L’esposizione nella cattedrale di Mazara del Vallo
Il sudario di Gaza è stato anche esposto nella cattedrale di Mazara del Vallo, grazie all’iniziativa del Collettivo di Carnia per la pace per Gaza, con sede a Tolmezzo. La striscia di 25 m per 8 m, anch’essa recante i nomi di oltre diciotto mila bambini periti tra il 7 ottobre 2023 e la metà del 2025, è stata avvolta da un velo bianco e posta al centro della navata, dove i fedeli hanno potuto osservare il documento in silenzio.
Il momento di preghiera, tenutosi prima di riavvolgere il sudario, ha visto la presenza di monsignor Angelo Giurdanella, vescovo di Mazara, del parroco don Edoardo Bonacasa e del vicario don Salvatore Gabriele. Don Bonacasa ha sottolineato che il gesto restituisce “identità ai defunti”, ricordando che dietro ogni cifra c’è un volto, una vita spezzata. Il kafan termine arabo per il sudario funerario, è stato presentato come “l’ultima forma di cura e protezione terrena” quando la violenza riduce l’esistenza a un numero.
Il messaggio trasmesso dalla cattedrale è stato quello di una memoria attiva il sudario non è solo un simbolo di lutto, ma un appello a una risposta concreta da parte della comunità internazionale e dei cittadini, affinché le vittime non siano più solo statistiche.



