29 Maggio 2026 ☀ 21°

Taranto e l’economia del mare: prospettive per le imprese del mezzogiorno

Il ministro Nello Musumeci, in un videomessaggio al Salone Mediterraneo delle Imprese a Taranto del 27 maggio 2026, ha indicato il mare come una leva strategica per lo sviluppo nazionale sottolineando il ruolo centrale delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno.

Taranto e l’economia del mare: prospettive per le imprese del mezzogiorno

Nel corso della seconda giornata del Salone Mediterraneo delle Imprese, ospitato al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Taranto, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha inviato un videomessaggio che ha richiamato l’attenzione sulle potenzialità del mare come fattore di sviluppo. L’intervento, diffuso il 27 maggio 2026, ha messo in evidenza come la fase di transizione in corso presenti sfide rilevanti e di come il settore marittimo possa offrire opportunità concrete per rigenerare economie locali e nazionali.

Il mare come opportunità e orientamento strategico

Musumeci ha definito il mare non solo come una risorsa naturale ma come una vera e propria leva strategica per la crescita del paese. Nel suo messaggio il ministro ha richiamato la necessità di politiche pubbliche e strumenti che favoriscano l’azione delle imprese che lavorano intorno all’economia del mare, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che, secondo il ministro, rappresentano la radice della ricchezza soprattutto nel Mezzogiorno. L’appello è stato chiaro: investire nella filiera marittima significa costruire capacità produttiva e non puntare a risultati effimeri.

La transizione e le difficoltà attuali

Nel videomessaggio è stato sottolineato come l’attuale fase di transizione sia “tra le più difficili”: un riferimento alle trasformazioni tecnologiche, ambientali e logistiche che impongono scelte strategiche di lungo periodo. Per Musumeci non basta aspettare aiuti temporanei; serve un progetto sistemico che tenga insieme infrastrutture, formazione e ricerca, evitando l’errore di inseguire solo la “pesca delle occasioni” a scapito delle vocazioni territoriali.

Il ruolo delle imprese e la centralità del Mezzogiorno

Un punto ricorrente nell’intervento del ministro è stata la centralità delle pmi nella rinascita delle aree meridionali. Musumeci ha ribadito che non è compito della pubblica amministrazione assumere il ruolo di ammortizzatore sociale: le politiche devono essere orientate a creare condizioni per lo sviluppo produttivo e per la crescita sostenibile delle imprese locali. Nel suo ragionamento, il Mezzogiorno contiene risorse e competenze che devono essere valorizzate attraverso piani concreti e non politiche episodiche.

Vocazioni, infrastrutture e formazione

Secondo il ministro, molte scelte passate hanno privilegiato operazioni di breve termine anziché investimenti strutturali: manca spesso una valutazione rigorosa delle vocazioni del territorio, delle dotazioni infrastrutturali, della capacità di formare professionalità adeguate e dell’interazione con il mondo accademico e scientifico. Per invertire questa tendenza è necessario un approccio integrato che ponga Taranto e altre realtà portuali del Sud in una prospettiva di rete internazionale.

Taranto: ruolo complesso e prospettiva internazionale

Taranto è stata citata come esempio di una città che ha vissuto un ruolo complesso e delicato nel processo di sviluppo regionale. Musumeci ha sottolineato come la dimensione locale debba guardare all’esterno: la città, per le sue caratteristiche e la sua posizione nel Mediterraneo, non può rinchiudersi in logiche locali ma deve puntare a una proiezione internazionale. Il Mediterraneo viene descritto come un corridoio che torna a essere centrale per i trasporti commerciali e per le rotte di scambio, e Taranto può inserirsi in questo quadro senza inseguire soluzioni miracolistiche.

Il ministro ha chiuso il suo intervento invitando a un lavoro paziente e pragmatista: mettere insieme gli “ingredienti” già presenti sul territorio — infrastrutture portuali, competenze imprenditoriali, reti accademiche e capacità di attrarre investimenti — per costruire una strategia coerente. L’appello rivolto a istituzioni e imprese è stato: non cercare scorciatoie, ma concentrarsi sulla valorizzazione dei punti di forza locali in una visione che guardi al Mediterraneo come spazio di opportunità.

Il Salone Mediterraneo delle Imprese, ospitato al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Taranto, ha offerto così il contesto per rilanciare la prospettiva di un settore che unisce economia, logistica e sostenibilità. Le parole del ministro hanno alimentato il dibattito su come trasformare le risorse marine in vantaggi concreti per il tessuto produttivo, con un focus sulle pmi e sul rilancio del Mezzogiorno come motore di sviluppo.

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