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Trani verso il voto: cinque sfidanti, 17 liste e 493 candidati al consiglio

A Trani la sfida per il palazzo comunale vede cinque candidati principali, una frammentazione del centrosinistra e il Movimento 5 Stelle che corre da solo: numeri e scenari prima del voto

Trani verso il voto: cinque sfidanti, 17 liste e 493 candidati al consiglio

La città di Trani si prepara alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, una tornata caratterizzata da una competizione numerosa e composita. Sul piatto ci sono 17 liste e, dopo due rinunce formalizzate, 493 candidati al Consiglio comunale che si contenderanno i 32 seggi disponibili; gli orari di voto sono dalle 7.00 alle 23.00 di domenica 24 maggio e dalle 7.00 alle 15.00 di lunedì 25 maggio. In questo contesto la città decide se proseguire sulla strada tracciata negli ultimi undici anni o imboccarne una nuova.

La tornata ha assunto toni di particolare attenzione perché segna la fine dei due mandati di Amedeo Bottaro e la ricerca di un successore che garantisca continuità amministrativa o promuova un cambiamento netto. Il quadro politico locale è influenzato da alleanze variabili, scelte di candidature autonome e da una frammentazione del cosiddetto campo largo, elementi che potrebbero rendere probabile il ricorso al turno di ballottaggio qualora nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno.

I candidati e gli schieramenti

La corsa per la fascia da sindaco vede cinque nomi in campo: Marco Galiano, sostenuto dal centrosinistra con liste tra cui il Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Popolari con Galiano e la civica Per Trani; Vito Branà, capofila del Movimento 5 Stelle che ha deciso di correre autonomamente; Giacomo Marinaro, in campo con una coalizione civica composta da più liste locali; Angelo Guarriello, appoggiato dal centrodestra con Fratelli d’Italia, Forza Italia e civiche; e infine Angela Mercorio, unica donna candidata, sostenuta da due liste civiche. In questo schieramento il dato politico rilevante è l’assenza del simbolo della Lega, che non presenta candidati.

Il peso delle scelte e delle alleanze

La scelta del Movimento 5 Stelle di riconfermare Vito Branà come candidato è emblematica: il gruppo ha motivato la decisione con il rifiuto di condividere il progetto con liste che avrebbero accolto ex esponenti di altre formazioni, in particolare provenienti dalla scomparsa dell’adesione leghista alla coalizione di centrosinistra. Questo ha portato a una rottura del tentativo di unità che, analogamente al 2026, lascia il campo largo diviso a poche ore dalla presentazione delle liste.

Numeri, ritiri e distribuzione delle forze

Prima del deposito definitivo delle liste due candidature al consiglio comunale sono state ritirate: si tratta di Rita Grazia Reggio (prima nella lista M5S a supporto di Branà) e di Raffaele Antonino (in quarta posizione nella lista Popolari con Galiano). I ritiri hanno ridotto il totale dei candidati da 495 a 493. La distribuzione dei candidati per schieramento, secondo il quadro ufficiale, vede circa 153 candidati a sostegno di Marinaro, 151 per Galiano, 110 per Guarriello, 54 per Mercorio e 26 per Branà.

Implicazioni pratiche

Questi numeri delineano una competizione molto articolata: la presenza di tante liste civiche rende centrale la capacità di costruire maggioranze post‑elettorali e la forza dei candidati nel mobilitare preferenze personali. Il dato dei 17 schieramenti e la differenza nelle dimensioni delle liste possono influire in modo significativo sulla dinamica del voto, in particolare nello scenario di un eventuale ballottaggio tra i due più votati.

Temi di campagna e scenari per la città

Nel dibattito locale emergono temi ricorrenti: mobilità, decoro urbano, servizi sanitari, politiche giovanili e tutela dell’ambiente. Alcune proposte concrete sono state messe in campo dai candidati, dalle linee programmatiche per la gestione del traffico e dei parcheggi alle idee per strutture pubbliche per animali e interventi sul patrimonio urbano. Il confronto pubblico mette in risalto la dicotomia tra chi punta su una gestione di continuità delle opere avviate e chi invece chiede una discontinuità organizzativa e prioritaria sulla qualità dei servizi.

Nei prossimi giorni gli elettori di Trani decideranno il futuro amministrativo della città: il voto del 24 e 25 maggio 2026 dirà se un candidato riuscirà a imporsi al primo turno o se sarà necessario il confronto finale al ballottaggio. In ogni caso la presenza di numerose liste civiche e la frammentazione degli schieramenti lasciano presagire una tornata aperta a scenari politici non scontati.

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