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Viaggi con competenze: perché gli italiani scelgono le skilliday

Il turismo esperienziale è in forte crescita, con i viaggiatori che cercano esperienze significative e formative. Scopri come la skilliday sta rivoluzionando il modo di viaggiare.

Viaggi con competenze: perché gli italiani scelgono le skilliday

Il modo di viaggiare sta cambiando radicalmente. Non si tratta più solo di visitare nuovi luoghi, ma di vivere esperienze che lascino un segno duraturo. La skilliday o giornata dedicata all’apprendimento, è diventata una delle tendenze più rilevanti nel settore turistico, come emerge da una recente ricerca europea condotta da Mastercard su oltre 27.000 viaggiatori in 28 Paesi.

Questa nuova forma di turismo esperienziale sta conquistando soprattutto i più giovani, con il 57% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni e il 52% di quelli tra i 25 e i 34 anni che hanno già pianificato un viaggio dedicato allo sviluppo di nuove competenze. Ma non solo: il 40% degli italiani ha già prenotato una vacanza orientata all’apprendimento, che si tratti di imparare una lingua, padroneggiare uno sport o acquisire tecniche di sopravvivenza.

Perché i viaggi esperienziali stanno conquistando gli italiani

La maggior parte dei viaggiatori italiani (54%) dichiara che viaggiare è più significativo quando si impara qualcosa di nuovo. Inoltre, una quota analoga (55%) ritiene che le competenze acquisite abbiano oggi più valore dei souvenir come ricordo di viaggio. Questo fenomeno si inserisce in una più ampia tendenza che vede i consumatori privilegiare sempre più le esperienze rispetto ai beni materiali.

La spesa per le esperienze si dimostra più resiliente rispetto a quella per i beni, e i viaggi orientati all’apprendimento si collocano nella fascia più alta di questo segmento. Inoltre, il turismo esperienziale tende ad attrarre i viaggiatori al di fuori delle mete più affollate, favorendo borghi, aree rurali e periodi meno gettonati, contribuendo così a una distribuzione più equilibrata dei benefici del turismo.

Le competenze più richieste dagli italiani

Tra gli italiani emerge con forza una preferenza per le competenze legate al patrimonio culturale e al saper fare. In cima alla lista si colloca l’artigianato tradizionale (31%), dalla ceramica alla tessitura fino alla falegnameria. Subito dopo si distinguono le attività legate all’ecosistema enogastronomico (29%), come corsi di cucina e workshop con chef locali, insieme all’interesse per l’apprendimento delle lingue straniere (28%).

Altre competenze molto richieste includono il benessere e il movimento (yoga, meditazione, danza, arti marziali) con il 26%, la produzione food & beverage (25%), le arti creative (fotografia, pittura, scrittura) con il 23%, e gli sport (sci, surf, arrampicata, escursionismo) con il 15%. Non mancano poi le attività all’aperto e le tecniche di sopravvivenza (15%), i mestieri d’arte e le tecniche tradizionali (15%), e gli stili di vita sostenibili (11%).

Le opportunità per le Pmi e il settore turistico

Il fenomeno della skilliday sta aprendo nuove opportunità di guadagno per le Pmi che operano nel settore turistico, un’industria che impiega una persona su nove in Europa e rappresenta il 10,5% del Pil dell’Ue. La metà degli italiani (50% contro il 42% della media europea) è disposta a spendere di più per un viaggio che offra la possibilità di acquisire nuove competenze, con una crescente preferenza per operatori locali in grado di proporre esperienze autentiche.

I turisti di oggi cercano esperienze di viaggio che lascino un’impronta duratura, che li aiutino a creare ricordi e, sempre più spesso, una vera e propria memoria muscolare. Questo cambiamento di approccio al turismo non solo arricchisce l’esperienza del viaggiatore, ma contribuisce anche a sostenere le economie locali e a promuovere una distribuzione più equilibrata dei benefici del turismo.

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