Venerdì 12 giugno si è svolto uno sciopero nazionale della cultura la prima mobilitazione unitaria del settore su scala nazionale dopo cinquant’anni per musei e biblioteche. La protesta ha coinvolto personale di musei, biblioteche, archivi e teatri, oltre a lavoratori autonomi dell’editoria, dello spettacolo e della produzione culturale: un fronte ampio che punta il dito contro precariato esternalizzazioni e salari inadeguati.
In Puglia la giornata ha assunto una tessitura territoriale con tre appuntamenti distinti: a Bari un presidio cittadino, a Lecce un’assemblea rigenerativa e a Taranto un presidio pomeridiano. Le organizzazioni sindacali e i collettivi promotori hanno presentato una piattaforma comune che chiede, tra l’altro, internalizzazioni stabilizzazioni e piani di assunzione per il settore.
Presidio a Bari e le richieste sindacali sul territorio
Al centro della città di Bari, presso la Cittadella della Cultura in via Pietro Oreste, si è svolto un sit-in organizzato da sigle sindacali e reti locali. I manifestanti hanno sollevato problemi concreti: carico di lavoro insostenibile dovuto a organici ridotti, paghe insufficienti e contratti atipici che incidono sulla continuità professionale. La presenza della segretaria generale regionale della CGIL ha sottolineato la richiesta di maggiori investimenti pubblici e di riconoscimento economico del valore della cultura per attrattività e sviluppo regionale.
Richieste di internalizzazione e riconoscimento professionale
Tra le istanze emerse con più forza c’è la richiesta di internalizzazione dei servizi attualmente appaltati e della parità contrattuale tra personale esterno e dipendenti pubblici. I sindacati hanno sollecitato la Regione Puglia a riconoscere il ruolo della contrattazione territoriale e a considerare il settore culturale come leva di sviluppo economico e sociale, non come mera attrazione turistica. I partecipanti hanno inoltre denunciato la persistente sottofinanziazione che penalizza qualità del servizio e condizioni lavorative.
Assemblea a Lecce e presidio a Taranto: momenti di confronto e denuncia
La mobilitazione ha proseguito nel pomeriggio a Lecce con una sciòpera-assemblea rigenerativa ospitata nella Sala Galante (ex Convitto Palmieri). Qui lavoratrici e lavoratori hanno avuto uno spazio di confronto per raccontare le specificità provinciali, dall’organizzazione dei festival locali alle difficoltà delle biblioteche e dei beni monumentali. L’iniziativa è stata pensata come luogo di elaborazione collettiva di rivendicazioni e pratiche di mutualismo tra operatori culturali.
La giornata in Puglia si è chiusa con un presidio a Taranto in Piazza Garibaldi, dove gli organizzatori hanno ribadito che la retorica delle “eccellenze” e della “bellezza” regionale non è compatibile con condizioni lavorative che lasciano molte persone in difficoltà economica. Il messaggio è rivolto alle istituzioni locali: smettere di raccontare il patrimonio culturale come vetrina se chi lo gestisce non ha tutele né salari dignitosi.
Testimonianze e numeri
Le testimonianze raccolte durante la mobilitazione ricalcano dati emersi anche in altre regioni: pagamenti arretrati per straordinari, personale insufficiente per garantire aperture e attività e migliaia di contratti a termine o collaborazioni precarie. A Torino, per esempio, è stata denunciata l’assenza di pagamento degli straordinari per lunghi periodi, una situazione che evidenzia come il problema sia diffuso e non circoscritto a un singolo territorio.
Gli interventi dei dirigenti e dei rappresentanti sindacali hanno messo in relazione la precarietà con la qualità dell’offerta culturale: musei e servizi rimangono aperti grazie allo sforzo dei lavoratori, ma senza investimenti e stabilità rischiano di chiudere parti di patrimonio o di ridurre servizi fondamentali per la cittadinanza.
La mobilitazione del 12 giugno ha Le iniziative in Puglia si inseriscono in un più ampio movimento nazionale che chiede al Ministero e alle istituzioni locali di tradurre le parole sulla bellezza e il patrimonio in politiche concrete per il lavoro.



