Le strade di Bari si sono tinte di arcobaleno il 13 giugno 2026, in occasione del Bari Pride. Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione, partendo da piazza Umberto per un corteo colorato e vibrante, che ha attraversato il cuore della città. La giornata è stata un mix di celebrazione, impegno politico e prevenzione sanitaria, con un messaggio chiaro: l’amore non è una questione di gusto, ma una libertà fondamentale.
Un messaggio politico forte contro le discriminazioni
Il corteo, che ha visto la partecipazione di oltre 6.000 persone, ha avuto un taglio decisamente politico. Gli organizzatori hanno lanciato messaggi forti contro la destra e le sue politiche, accusate di negare l’autodeterminazione. “Da ddo ama part씓da qui dobbiamo cominciare”recitava uno degli slogan, sottolineando l’importanza di partire da Bari per difendere i diritti di tutti.
Tra gli striscioni più significativi, uno recitava “Vannacci siamo pronte per questa guerra”in risposta alle recenti dichiarazioni del generale Vannacci, impegnato a Roma per l’assemblea costituente del suo partito, Futuro Nazionale. Un altro striscione ha colpito l’attenzione: “Ad esser normali preferiamo essere limited edition”un messaggio di orgoglio e diversità.
Le dichiarazioni delle istituzioni
Il sindaco di Bari, Vito Lecceseha commentato l’evento con parole dure contro l’imbarbarimento del dibattito politico. “Le sue dichiarazioni sono incommentabili”ha affermato, sperando in una risposta chiara da parte dell’elettorato. Anche il governatore Antonio Decaro ha partecipato alla manifestazione, sottolineando l’importanza di difendere i diritti di tutti: “Amare chi si vuole non è una questione di gusto, ma è una libertà che dobbiamo difendere fino in fondo”.
Storie di vita e genitorialità
Tra le migliaia di volti e storie del Pride, spiccano quelle di Valentina Mastrapasqua e Serena Giannuzzi, due donne di Conversano sposate da otto anni con rito civile. Madri di due gemelli di tre anni, hanno portato i loro figli con orgoglio in piazza. “Siamo andate a Barcellona per l’inseminazione”racconta Serena, “e al primo tentativo sono rimasta incinta”.
Valentina aggiunge: “Sono stati fatti tanti passi in avanti in tema di diritti e discriminazioni, ma c’è ancora tanta strada da fare”. Un esempio concreto è la possibilità di riconoscere i figli solo grazie a una sentenza della Corte costituzionale, un paradosso che sottolinea la necessità di ulteriori avanzamenti.
Prevenzione sanitaria e inclusione
Il Bari pride 2026 non è stato solo una manifestazione di festa, ma anche un momento di prevenzione sanitaria. In piazza Umberto I, l’Unità di Strada comunale “Care for People” ha offerto test gratuiti e anonimi per la rilevazione degli anticorpi contro HIV e virus dell’epatite C (HCV). L’iniziativa, finanziata dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari e gestita dalla cooperativa sociale C.A.P.S., è stata realizzata in collaborazione con vari enti e associazioni.
Il servizio, attivo dalle 18.30 alle 22, ha permesso di effettuare test senza necessità di prenotazione o tessera sanitaria, con risultati disponibili in pochi minuti. “Conoscere il proprio stato sierologico è un gesto semplice ma fondamentale di cura verso sé stessi e verso gli altri”spiegano i promotori, sottolineando il valore della diagnosi precoce.
La manifestazione si è conclusa nell’area verde del Murattiano con un dj set finale, ma il messaggio di inclusione e diritti continuerà a risuonare nelle strade di Bari e oltre.



