15 Giugno 2026 ☁ 29°

Global Sumud Land Convoy: la detenzione illegittima di dieci attivisti in Libia

Dieci attivisti internazionali, tra cui italiani, sono detenuti in Libia per aver tentato di portare aiuti umanitari a Gaza. La loro detenzione, considerata illegittima, ha scatenato una campagna di solidarietà e pressioni internazionali.

Global Sumud Land Convoy: la detenzione illegittima di dieci attivisti in Libia

In un mondo dove le crisi umanitarie spesso passano inosservate, la storia del Global Sumud Land Convoy rappresenta un esempio di coraggio e determinazione. Dieci attivisti, tra cui italiani, sono attualmente detenuti in Libia per aver tentato di portare aiuti essenziali alla popolazione di Gaza. La loro detenzione, considerata illegittima, ha scatenato una campagna di solidarietà e pressioni internazionali.

Il convoglio, partito il 1 maggio dalla Mauritania, faceva parte di una missione più ampia organizzata in collaborazione con Global Sumud e Maghreb Sumud. L’obiettivo era raggiungere il valico di Rafah per rompere l’assedio a Gaza, portando aiuti umanitari, materiali di prima necessità e strutture modulari per la popolazione civile.

La detenzione illegittima e le condizioni dei volontari

I dieci attivisti, tra cui Domenico Centrone e Dina Alberizisono detenuti in una struttura carceraria isolata gestita dal ministero dell’Interno libico. Le condizioni di detenzione sono critiche: i volontari sono in totale isolamento, senza contatti con le famiglie e senza accesso a una rappresentanza legale indipendente. Inoltre, stanno subendo una sistematica campagna di pressione psicologica e interrogatori intensivi.

Per protestare contro la detenzione illegittima, i volontari hanno iniziato uno sciopero della fame e della seteuna tattica disperata che può avere conseguenze rapidamente fatali. Le autorità libiche hanno prorogato la loro detenzione di dieci giorni con il pretesto di presunte violazioni delle norme sull’immigrazione, nonostante tutti i volontari fossero in possesso di visti validi e fossero entrati legalmente nel Paese.

Le richieste di aiuto e le pressioni internazionali

La Global Sumud Flotilla ha richiesto con urgenza l’accesso immediato di osservatori medici indipendenti, l’accesso dei rappresentanti consolari internazionali e il rilascio immediato e incondizionato dei dieci volontari detenuti. La comunità internazionale è stata chiamata a fare pressione sul governo libico per garantire il rispetto del diritto internazionale e della Convenzione di Ginevrache tutelano gli aiuti umanitari.

Il 14 giugno, una conferenza stampa alla Camera dei Deputati ha visto la partecipazione di attivisti e politici, tra cui Sara SurianoGiulio CavalliTony La Piccirella e Maria Elena Delia. Durante l’incontro, è stato sollecitato l’intervento del governo italiano per garantire il rilascio dei compagni ancora bloccati in Libia.

Le dichiarazioni degli attivisti e le critiche al governo

Sara Suriano ha sollevato una domanda cruciale: “Se il senso di fratellanza e sorellanza nei confronti di un popolo che sta subendo un genocidio può essere considerato una colpa, allora siamo tutte e tutti colpevoli.” Ha criticato l’assenza di rispetto per il diritto internazionale e la Convenzione di Ginevranonché per l’Art. 11 della Costituzione italianache promuove la pace e la giustizia tra le nazioni.

Tony La Piccirella ha sottolineato che i governi europei, compreso quello italiano, costruiscono relazioni politiche ed economiche con paesi che violano sistematicamente il diritto. Ha criticato l’amicizia basata su presupposti sbagliati e ha chiesto un cambio di direzione, basato sul rispetto del diritto internazionale e la tutela della vita.

La battaglia per il rilascio dei dieci attivisti detenuti in Libia continua, con la speranza che la comunità internazionale possa intervenire per garantire il rispetto dei diritti umani e la fine di questa crisi umanitaria.

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