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Festival della Disperazione: il programma del decimo anno ad Andria

Il Festival della Disperazione festeggia dieci anni ad Andria con appuntamenti alla Biblioteca Diocesana “San Tommaso d’Aquino”, tra monologhi, reading e due serate dedicate a letteratura e satira politica.

Festival della Disperazione: il programma del decimo anno ad Andria

Nella cornice della Biblioteca Diocesana “San Tommaso d’Aquino” di Andria prende forma la decima edizione del Festival della Disperazioneun progetto culturale che da un decennio indaga il rapporto tra arte e sensazioni sociali. L’edizione del 20 Giugno 2026 viene raccontata attraverso gli interventi di autori e artisti che hanno costruito il programma attorno a letture, monologhi e dibattiti.

Il direttore artistico, Gigi Brandonisiosintetizza l’identità della rassegna con una constatazione netta: «Il contemporaneo è pieno zeppo di disperazione». Quella frase, ripresa spesso all’interno della manifestazione, definisce la cornice tematica entro cui si susseguono appuntamenti che oscillano tra il comico e il profondo.

Le serate del 18 e del 19 giugno alla Biblioteca Diocesana

Giovedì 18 giugno la Biblioteca Diocesana “San Tommaso d’Aquino”, storica sede del festival, ha ospitato due momenti molto attesi. In apertura Nicola Lagioia ha proposto il monologo «Come si diventa ciò che non si è», un percorso che riflette sulla fase in cui si apprende attraverso il tentativo e l’errore: camminare, parlare, guidare, amare, lavorare e stare al mondo. Il testo unisce ironia e profondità nel raccontare la dimensione del divenire e della pratica quotidiana.

A seguire Giovanni Truppi ha presentato «La lunga fiaba di sabbia», reading che fonde riferimenti a Le Fiabe Italiane di Italo Calvino e a La lunga strada di sabbia di Pier Paolo Pasolini. Interrogato sul nesso tra creazione artistica e stato d’animo, Truppi ha espresso un punto di vista personale: «Io non la penso così». Con chiarezza ha aggiunto che, sebbene la disperazione possa alimentare opere in certe fasi, non la considera sempre necessaria e ha pronunciato: «La consuetudine con la disperazione, grazie al cielo, non ce l’ho».

Omaggio a Calvino e Pasolini nel reading di Truppi

Il reading di Truppi nasce come omaggio a due figure centrali della cultura italiana: un tributo costruito in occasione degli anniversari che ne hanno segnato la scomparsa e trasformato in una serata che unisce musica, parola e memoria. L’intreccio tra Calvino e Pasolini propone il mare delle narrazioni come spazio di attraversamento tra infanzia, mito e realtà contemporanea.

Il programma della serata del decennale: Dorfles e Bizzarri

Per la serata inaugurale del decennale, il cartellone prevede due appuntamenti distinti. Alle 19.30 è in programma l’incontro «Le parole del mare» con Piero Dorflesispirato al libro «Le parole del mare. Letteratura e navigazione». Il dialogo propone un viaggio tra autori e figure simboliche come OmeroMelvilleStevensonConradDanteVergaMagellano e García Márquezper raccontare il mare come metafora esistenziale fatta di partenze, tempeste e approdi.

Alle 21 la serata prosegue con lo spettacolo di Luca Bizzarritratto dal podcast e dal libro «Non hanno un amico». L’artista porta sul palco una reinterpretazione satirica della comunicazione politica e dei fenomeni social, scandagliando i cambiamenti del costume contemporaneo con uno sguardo ironico e pungente, tipico del suo stile performativo.

Obiettivi e visione del festival secondo Brandonisio

Gigi Brandonisio definisce la strategia del festival senza programmi rigidi: «Noi navighiamo a vista». L’idea è concentrare le energie sul decennale con la speranza di rafforzare una comunità di lettori e spettatori attraverso spettacolitalkletture e monologhi. Il direttore sottolinea l’orgoglio di mantenere la manifestazione radicata ad Andrialuogo di nascita della rassegna, e si dichiara sorpreso dall’essere arrivati al traguardo dei dieci anni.

Il programma del festival mostra come la disperazione venga indagata da più prospettive: come spinta creativa, come condizione sociale osservata con ironia, oppure come tema capace di suscitare confronto collettivo. In questo senso, la rassegna ambisce a creare uno spazio in cui il pubblico possa ragionare insieme su questioni che attraversano la contemporaneità.

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