Il calcio italiano ha perso uno dei suoi più grandi eroi. Igor Protti, noto come “Lo Zar”si è spento a 58 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli appassionati. La notizia è stata annunciata dalla famiglia attraverso un commovente post su Instagram, dove hanno condiviso un ultimo messaggio del calciatore.
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale”, ha scritto Protti. Un messaggio che riflette la sua filosofia di vita, sempre combattiva e piena di passione. La famiglia ha invitato i tifosi a porgere l’ultimo saluto presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina.
Una carriera costellata di record
La carriera di Igor Protti è stata un susseguirsi di record e imprese straordinarie. È l’unico calciatore ad aver vinto la classifica dei capocannonieri in Serie ASerie B e Serie C1. Un primato che lo rende una figura unica nel panorama calcistico italiano.
Il suo exploit più memorabile risale alla stagione 1995-1996 con il Bari, quando segnò 24 gol, pari merito con Giuseppe Signori, ma non riuscì a evitare la retrocessione della squadra. Questo record lo rende l’unico giocatore ad essere capocannoniere della Serie A con una squadra retrocessa.
Dai piccoli club alle grandi squadre
Protti ha iniziato la sua carriera nel Rimini, per poi trasferirsi al Livorno, dove ha iniziato a farsi notare. Dopo una parentesi alla Virescit Bergamo, ha trovato la sua consacrazione a Messina in Serie B, diventando l’idolo della tifoseria locale con 31 gol in tre anni.
Nel 1992 si trasferì al Bari, dove visse la sua stagione più leggendaria. Dopo un grave infortunio, riuscì a tornare in campo e a segnare 24 gol, attirando l’attenzione della Lazio, che lo acquistò per 7 miliardi di lire. Con la maglia biancoceleste, vinse una Supercoppa Italiana e segnò un gol decisivo nel derby contro la Roma.
Il ritorno al Livorno e l’amore per la maglia amaranto
Nel 1999, Protti decise di tornare al Livorno, la squadra che lo aveva lanciato. A 32 anni, scese in Serie C1 per vestire nuovamente la maglia amaranto. Fu l’inizio di un capitolo romantico e indimenticabile della sua carriera.
Nella stagione 2000-2001, segnò 20 gol e vinse il titolo di capocannoniere del girone, anche se il Livorno perse la finale dei playoff. L’anno successivo, con 27 reti, vinse nuovamente la classifica dei marcatori e portò il Livorno in Serie B dopo 31 anni di assenza.
Nel 2002-2003, al debutto in Serie B, vinse la classifica dei marcatori con 23 gol. Anche se annunciò il ritiro, l’affetto dei tifosi e dei compagni lo spinse a continuare. Nella stagione successiva, con 24 gol, contribuì alla promozione del Livorno in Serie A dopo 54 anni.
L’addio al calcio e la vita dopo il ritiro
Protti si ritirò dal calcio giocato nel 2004, ma continuò a essere una figura importante per il Livorno. Diventò direttore sportivo del Tuttocuoio e poi Club Manager del Livorno, accompagnando la rinascita del club fino al 2026.
Nel 2010, vinse la Coppa del Mediterraneo con la Nazionale italiana di beach soccer, segnando nella competizione. Nel 2009, fu insignito del Premio Nazionale Andrea Fortunato nella categoria “Lo Sport è Vita”.
La battaglia contro la malattia e l’eredità di un campione
Nel 2026, Protti annunciò di essere affetto da un tumore al colon. Nonostante la malattia, continuò a combattere con la stessa grinta che lo aveva contraddistinto in campo. La sua battaglia contro la malattia è stata un esempio di resilienza e coraggio per tutti.
“Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione”, scrisse Protti su Instagram. Un messaggio che rifletteva la sua determinazione a non arrendersi mai.
Il mondo del calcio ha reagito con grande dolore alla notizia della sua scomparsa. Cristiano Lucarelli, amico di sempre, ha ricordato la sua forza e il suo esempio. “Era a casa mia una settimana fa, le condizioni erano molto precarie, ma non aveva assolutamente perso la voglia di combattere”, ha detto Lucarelli.
Il Livorno ha proclamato il lutto cittadino e la salma di Protti sarà esposta allo stadio Armando Picchi, “il teatro di tante battaglie che lo hanno visto protagonista con la maglia amaranto a suon di gol in serie A, B e C”, come ha detto il sindaco Luca Salvetti.
Igor Protti lascia un’eredità indelebile nel cuore di tutti gli appassionati di calcio. Un campione che ha dimostrato che si può essere grandi non solo per i gol segnati, ma anche per la passione, l’umiltà e la forza d’animo. Ciao Igor, il tuo ricordo vivrà per sempre nei cuori dei tifosi.



