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La storia di Igor Protti, dall’infanzia a Rimini all’addio tra le emozioni di Livorno

L'omaggio a Igor Protti ricostruisce il percorso umano e sportivo di un attaccante amato: dalle origini a Rimini alle stagioni decisive con Bari e Livorno, fino alla malattia resa pubblica nel 2026 e agli ultimi riconoscimenti della città che lo aveva adottato.

La storia di Igor Protti, dall’infanzia a Rimini all’addio tra le emozioni di Livorno

Igor Protti se ne è andato a 58 anni lasciando dietro di sé un ricco patrimonio di gol, gesti umani e ricordi nelle piazze in cui ha giocato. Nato a Rimini, formato nel vivaio del Sant’Ermete, e infine consacrato a Livorno, Protti è stato un attaccante capace di conquistare i cuori dei tifosi e i primati di capocannoniere in più categorie.

La sua vicenda umana è stata segnata da umiltà e sacrificio fin dall’infanzia: il padre Flavio gli impose il lavoro in cantiere per guadagnarsi il pallone desiderato, esperienza che gli trasmise un principio fondamentale: la vita si costruisce con il sudore. Quella lezione ha accompagnato tutta la carriera, fatta di cambi di maglia, ritorni e rinascite.

Le tappe sportive: dai primi passi a Rimini alle stagioni protagoniste

Protti iniziò a farsi notare come giovane promessa nel Sant’Ermete e poi nel Riminidove esordì in prima squadra in serie C1. Dopo una prima bocciatura tecnica che ne indirizzò la carriera verso categorie inferiori, la strada lo portò a Livornoclub con cui instaurò un legame profondo. Seguì una lunga trafila che comprendette esperienze a Virescit BergamoMessina e soprattutto a Baridove si affermò come goleador: nella stagione 1995-96 vinse la classifica marcatori della Serie A con 24 reti, un traguardo storico in una squadra poi retrocessa.

Passaggi in grandi piazze: Lazio, Napoli, Reggiana

La notorietà gli aprì le porte di club più blasonati: la trafila a Lazio gli regalò momenti di grande affetto, nonostante la difficile convivenza con alcuni schemi tecnici, mentre a Napoli la stagione fu travagliata e culminò con la retrocessione. Seguì una parentesi alla Reggiana prima di tornare, ormai maturo, a Livorno, dove la sua storia sportiva trovò la sua dimensione più autentica.

La rinascita amaranto con Walter Mazzarri e il trionfo del 2004

Ritornato al Livorno intorno ai trentadue anni, Protti trovò il tecnico che gli ridiede slancio: con Walter Mazzarri instaurò un’intesa speciale, soprattutto con Cristiano Lucarelli, che riportò il club dalle difficoltà delle categorie inferiori fino all’apoteosi. Con il suo contributo fu protagonista delle promozioni successive: capocannoniere in C più volte e la storica promozione in Serie A nel 2004, la prima del Livorno dopo 55 anni. Quell’anno, la maglia numero 10 fu simbolo di rinascita e di attaccamento alla città.

Numeri di una carriera

Il dato parla chiaro: in carriera Protti collezionò 669 presenze e 257 reti, una media che conferma la costanza del suo fiuto per il gol. Al termine della stagione di ritorno in A annunciò il ritiro, il 22 maggio 2005, decisione che chiuse un capitolo lungo e intenso. Il Livorno ritirò la sua maglia numero 10 in segno di riconoscimento.

La lotta contro la malattia e l’ultimo periodo pubblico

Nel luglio 2026 Protti rese pubblica la diagnosi di una neoplasia maligna: sottoposto a intervento chirurgico e a cicli di chemioterapia, comunicò con sincerità i momenti di dolore e le paure, mostrando la medesima schiettezza che lo aveva contraddistinto in campo. Il tumore si estese alle vertebre, ma Protti volle presenziare a eventi familiari importanti, come il matrimonio della figlia, e cercò conforto nel rapporto con la città che lo aveva adottato.

Reazioni, tributi e memoria pubblica

La sua scomparsa ha suscitato manifestazioni di cordoglio diffuse: compagni di squadra, allenatori storici e istituzioni locali hanno omaggiato la sua figura. A Livorno sono state decise commemorazioni pubbliche e il legame con la tifoseria è rimasto saldo fino agli ultimi giorni. È stato inoltre annunciato un docufilm sulla sua carriera, che ripercorre i momenti chiave con testimonianze di compagni e protagonisti del calcio.

Oltre al calcio giocato, Protti portò avanti attività imprenditoriali e impegni sociali: si occupò anche di iniziative di solidarietà e partecipò a progetti che lo avvicinarono ulteriormente alla comunità. Nel ricordo rimane l’immagine di un giocatore che univa tecnicità e semplicità, capace di trasformare la propria storia personale in una vicenda collettiva, amata dai tifosi e rispettata dagli avversari.

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