21 Giugno 2026 ☀ 28°

Talk interattivo alle sede dell’Avis Molfetta unisce tre autrici pugliesi e la cultura del dono

Il talk interattivo 'Il profilo degli attimi che vorrei' ha trasformato i libri delle tre autrici pugliesi in un percorso a stazioni dentro la sede dell’Avis Molfetta, promuovendo la cultura del dono e il coinvolgimento diretto del pubblico

Talk interattivo alle sede dell’Avis Molfetta unisce tre autrici pugliesi e la cultura del dono

Una serata in cui la letteratura ha assunto la forma di laboratorio collettivo si è svolta alla sede dell’Avis Molfettain Puglia, con il talk intitolato Il profilo degli attimi che vorrei. L’iniziativa, pensata per chiudere le attività collegate alla Giornata mondiale del donatore di sangueha visto tre giovani autrici pugliesi mettere in relazione i loro romanzi con il tema del dono e del coinvolgimento comunitario.

Il format, che ha puntato sul coinvolgimento diretto del pubblico, ha trasformato la presentazione in un percorso suddiviso in stazioni, dove lettori e partecipanti sono stati chiamati a diventare parte attiva della narrazione.

Le autrici, i romanzi e il percorso a stazioni

Il talk è nato dalla collaborazione tra Alessia Sacchitella (Orta Nova), Sara Fiumefreddo (Molfetta) e Rossella Tota (Andria), che hanno preso spunto dai loro libri per costruire un’esperienza corale. I titoli che hanno ispirato il workshop sono Il profilo migliore (Sara Fiumefreddo, Another Coffee Stories2026), La cucina degli attimi (Rossella Tota, De Tomi Editore2026) e I giorni che vorrei (Alessia Sacchitella, Bookabook2026). Ogni tappa del percorso ha rielaborato temi di identità, cambiamento e desiderio, invitando i presenti a riflettere attraverso esercizi di condivisione e oggetti-simbolo.

Oggetti scenici e significati

Durante la serata sono stati utilizzati elementi concreti come uno specchio, un filo rosso e una valigia per dare forma simbolica ai passaggi narrativi. Questi oggetti hanno collegato le storie dei personaggi: l’adolescenza di Aurora ne I giorni che vorreila fase di mezzo di Monica in Il profilo migliore e l’età adulta di Ettore ne La cucina degli attimi. L’uso di simboli ha facilitato il coinvolgimento emotivo del pubblico e ha reso il talk un vero e proprio laboratorio di esperienze.

Il legame tra narrativa e dono: motivazioni e reazioni

La scelta della sede non è stata casuale: collocare l’incontro all’interno della sede dell’Avis Molfetta ha voluto sottolineare un parallelo preciso tra scrivere e donare. Le autrici hanno esplicitato che i loro testi rappresentano una parte di sé offerta ai lettori, in modo analogo al gesto anonimo e gratuito del donatore di sangue. Il confronto tra parola e solidarietà ha dato forma a una testimonianza concreta sul valore della condivisione.

Al termine dell’evento le autrici hanno espresso soddisfazione per la partecipazione: «Vedere la risposta così calorosa di questa sera ci riempie di gioia», frase che ha sintetizzato l’intento di trasformare i libri in strumento di relazione. Hanno anche ribadito che «I nostri libri sono solo il punto di partenza» e che «Il vero cuore dell’evento sarà l’interazione con le persone», segnando la volontà di favorire uno scambio autentico con i cittadini.

Dichiarazione dell’Avis e obiettivi di sensibilizzazione

Anche dal punto di vista istituzionale l’incontro è stato accolto con favore: il presidente di Avis MolfettaAndrea Scardignoha sottolineato l’importanza di aprire la sede a iniziative culturali capaci di creare relazioni. Nel suo intervento è emerso il messaggio che eventi di questo tipo rappresentano «Un modo efficace e alternativo per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della donazione di sangue», con un’attenzione particolare ai giovani e all’idea che un piccolo gesto di tempo possa fare la differenza.

La serata si è inserita tra le attività realizzate per la ricorrenza legata al dono, che ha in parte ruotato attorno alla data della Giornata mondiale del donatore di sangue (14 giugno). L’intento comune è stato quello di declinare la promozione della donazione attraverso linguaggi culturali e partecipativi, cercando di avvicinare nuovi pubblici al tema.

Nel complesso, l’incontro a Molfetta ha dimostrato come un evento letterario dal formato non convenzionale possa diventare strumento di sensibilizzazione sociale, con il pubblico chiamato a interagire, riflettere e riconoscere il valore del dono nella propria comunità.

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