La Puglia si trova di fronte a una crisi scolastica senza precedenti. Secondo i dati più recenti, la regione perderà 11.709 alunni nel prossimo anno scolastico 2026/2027, passando da 506.326 a 494.456 studenti. Questo calo drastico non riguarda solo una provincia, ma tutte le aree della regione, con Bari che perderà 4.174 alunnila BAT 1.058Brindisi 755Foggia 1.589Lecce 2.267 e Taranto 2.170.
La UIL Scuola Puglia ha definito questi numeri un campanello d’allarme che continua a essere sottovalutato dalle istituzioni regionali. Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, ha dichiarato: Da tempo denunciamo il rischio della desertificazione scolastica della nostra regione, ma continuiamo a registrare un preoccupante silenzio istituzionale.
Le cause del calo demografico e le conseguenze per le scuole
Il calo degli alunni non è solo il risultato della denatalitàma riflette una crisi più profonda che coinvolge lavoro, famiglie e giovani. Molte famiglie e giovani scelgono di lasciare la Puglia per cercare occupazioni stabili e salari più dignitosi altrove. Questo esodo ha un impatto diretto sulle scuole, che rischiano di perdere risorse, servizi e opportunità educative.
La chiusura o il ridimensionamento di una scuola non è solo una questione di numeri, ma rappresenta spesso il primo segnale del declino di una comunità. La desertificazione scolastica è anche desertificazione sociale ed economicascuole, infatti, sono un presidio fondamentale per le comunità, soprattutto in aree interne e territori fragili.
Le richieste della UIL Scuola Puglia
La UIL Scuola Puglia ha lanciato un appello urgente ai rappresentanti pugliesi in Parlamento, chiedendo un confronto serio con il Governo e la Regione Puglia. Verga ha affermato: Non è più il tempo delle analisi. Servono interventi straordinari per sostenere le famiglie, creare lavoro stabile e qualificato, contrastare l’emigrazione giovanile e difendere la presenza delle scuole sui territori.
Tra le richieste principali ci sono la salvaguardia degli organici e la mantenimento delle autonomie scolastiche. La riduzione degli alunni potrebbe portare a tagli lineari che danneggerebbero non solo i docenti, ma anche il personale ATA, fondamentale per la sicurezza e la funzionalità delle scuole.
La proposta per ridurre il numero di alunni per classe
La UIL Scuola BATguidata da Raffaele Delvecchio, ha proposto di sfruttare il calo demografico per ridurre il numero di alunni per classe. Delvecchio ha dichiarato: Non possiamo continuare a gestire la scuola con la calcolatrice alla mano, ignorando i bisogni reali degli studenti e dei lavoratori. La diminuzione delle nascite potrebbe essere un’opportunità per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, garantendo una didattica più inclusiva e attenta alle fragilità.
La proposta include anche la massima flessibilità nella determinazione dell’Organico di Diritto del personale docente, mantenendo i posti attuali per favorire il tempo prolungato e il potenziamento dell’offerta formativa. Delvecchio ha sottolineato che tagliare l’organico ATA significa paralizzare le scuolepoiché i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici sono essenziali per la sicurezza e il decoro dei plessi.
La UIL Scuola BAT chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto con l’Ufficio Scolastico Provinciale e i rappresentanti politici del territorio per ridisegnare i criteri del dimensionamento, mettendo al centro il diritto allo studio e la dignità del lavoro.


