Ogni anno, nel giorno del solstizio d’estatela cattedrale di Bari diventa il palcoscenico di un incontro tra luce naturale e decorazione sacra. Il fenomeno avviene quando i raggi del sole penetrano il rosone posto sulla facciata e proiettano la loro intensità sul rosone musivo in pietra situato davanti all’altare, trasformando l’interno della chiesa in un quadro dinamico di colore e simboli.
La manifestazione, promossa dalla parrocchia Cattedralenon è soltanto un effetto visivo: è accompagnata da uno spettacolo di meditazione che intreccia musica e danzameditativapensato per stimolare la riflessione dei presenti sulla relazione tra bellezza artistica e esperienza spirituale. L’appuntamento richiama fedeli e curiosi nella cattedrale di Bari, creando un momento collettivo di emozione e contemplazione.
Il fenomeno del 21 giugno nella cattedrale di Bari
Il 21 giugno, data del solstizio d’estateè il giorno scelto per osservare l’effetto luminoso: il sole, nella sua posizione, attraversa il rosone della facciata e illumina in modo preciso il rosone musivo davanti all’altare. Questo allineamento naturale trasforma il linguaggio architettonico della chiesa in un messaggio visibile, che unisce aspetti estetici e simbolici. Per i partecipanti lo spettacolo diventa un richiamo alla storia e alla tradizione artistica della cattedrale, oltre che a una pratica di raccoglimento spirituale.
Durante la manifestazione si assiste a una progressione luminosa che mette in evidenza i dettagli del rosone musivofacendo emergere contrasti e particolari decorativi che spesso non sono visibili nella luce ordinaria. L’evento, ripetuto annualmente, rappresenta un momento in cui l’architettura ecclesiastica dialoga con il ritmo naturale delle stagioni, offrendo una lettura nuova dei simboli religiosi presenti nella chiesa.
Dichiarazioni e presenza dei protagonisti in chiesa
Don Franco Lanzolla, parroco della cattedrale dedicata a San Sabino, ha offerto una chiave interpretativa del fenomeno, spiegando che l’accadimento del 21 giugno “esprime l’umanità che è illuminata, plasmata dalla luce“. Secondo don Franco, il rossone agisce come un simbolo attivo: “Il rossone è un roveto ardenteche esprime Cristo attraverso il quale passa la luce che viene da Dio”.
Il parroco ha poi aggiunto che “la luce entra nella terra perché arriva da Dio, passa da Cristo che dona la sua luce all’umanità che cammina nella storia“, offrendo così una lettura teologica dell’evento che mette in relazione la fisicità del fenomeno con la tradizione della fede cristiana. Le parole di don Franco hanno contribuito a orientare la meditazione proposta durante lo spettacolo e a suggerire spunti di riflessione ai presenti.
La presenza di padre Enzo Fortunato
Tra i presenti c’era anche padre Enzo Fortunato, direttore della comunicazione della basilica di San Pietroche si trovava a Bari per impegni legati a una produzione televisiva. Padre Enzo ha commentato il significato simbolico del rosone ricordando che “Sappiamo tutti che il rosone nelle chiese simboleggia la perfezione divina, l’eternità, la luce spirituale, ma soprattutto la risurrezione“.
Per padre Enzo l’osservazione del fenomeno è stata un’occasione per risvegliare in molti partecipanti un senso di speranza: assistere alla luce che attraversa il rosone è stato, nelle sue parole, “come un risvegliare i sentimenti di speranza che ci sono dentro di noi“. Ha inoltre sottolineato l’importanza dell’educazione visiva e spirituale: “Sapere che i nostri occhi, se sono abitati dalla luce, sanno guardare la luce che c’è in tutti noi“, una responsabilità che, secondo lui, coinvolge anche la comunità cittadina.
Arte, fede e partecipazione nella cattedrale di Bari
L’evento del solstizio nella cattedrale di Bari mette insieme elementi storici, culturali e religiosi. L’uso della luce come linguaggio simbolico non è un semplice effetto scenico: diventa uno strumento per interpretare e comunicare valori legati alla fede, come la risurrezione e la speranza. La manifestazione coinvolge artisti, musicisti e danzatori che collaborano con la parrocchia Cattedrale per offrire una sequenza meditativa e sensoriale pensata per il pubblico.
La partecipazione di molte persone, tra fedeli e curiosi, conferma l’interesse per iniziative che recuperano la correlazione tra architettura sacra e calendario naturale. In questa cornice, la cattedrale di Bari si ripropone come luogo di incontro tra storia artistica e riflessione spirituale, valorizzando il rapporto tra luce, simbolo e comunità.



