22 Giugno 2026 🌤 26°

Tifosi del Bari mostrano striscioni a Roma per dire no alla multiproprietà

La Curva Nord di Bari ha affisso due striscioni di 15 metri e distribuito volantini davanti alla sede della Figc e al Rome Cavalieri per contestare la multiproprietà che coinvolge la famiglia De Laurentiis

Tifosi del Bari mostrano striscioni a Roma per dire no alla multiproprietà

La protesta della tifoseria del Bari è arrivata in modo simbolico a Roma: nella notte alcuni sostenitori hanno affisso due striscioni con la scritta bari contro la multiproprietà all’ingresso della sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio in via Gregorio Allegri e davanti al Rome Cavalieri, l’hotel che ospitava l’assemblea chiamata a eleggere il nuovo presidente federale. L’iniziativa è stata firmata dai gruppi organizzati della Curva Nord e accompagnata dalla distribuzione di volantini con lo stesso messaggio.

Motivazioni della protesta e legame con la retrocessione

Il gesto della tifoseria nasce da una frattura profonda tra gran parte dei sostenitori e la proprietà del club, aggravata dalla retrocessione in Serie C avvenuta lo scorso 22 maggio al termine dei playout contro il Südtirol. I tifosi ritengono che il sistema delle multiproprietà rappresenti un ostacolo per lo sviluppo del Bari, puntando il dito soprattutto contro la gestione della famiglia De Laurentiis che detiene il controllo di SSC Napoli e SSC Bari contemporaneamente.

Perché la protesta si è spostata a Roma

Portare lo striscione davanti alla Figc e all’albergo dell’assemblea federale non è stato un caso: la scelta è legata al giorno dell’elezione del presidente federale, momento in cui i vertici del calcio italiano erano chiamati a una decisione istituzionale. Con questa azione la tifoseria ha voluto dare risonanza nazionale a una rivendicazione che finora si era concentrata prevalentemente sul territorio pugliese.

Il ruolo delle norme federali e le promesse dei candidati

Al centro del contendere c’è la normativa federale che disciplina le multiproprietà. Nei giorni precedenti l’assemblea, uno dei candidati alla presidenza ha affermato che le attuali situazioni di multiproprietà dovranno cessare entro la stagione 2028-2029, in ossequio alle regole della Federazione. Questa presa di posizione è stata citata dai gruppi della Curva Nord come elemento per sollecitare un intervento più rapido e incisivo da parte dei vertici.

Reazioni e atmosfera intorno all’assemblea

La comparsa dei due teli di 15 metri e la diffusione dei volantini hanno creato un’attenzione mediatica e un clima di tensione nelle aree che ospitavano sia la sede federale sia l’hotel romano. L’azione notturna è stata pensata per essere visibile al momento in cui delegati e dirigenti si riunivano, con l’intento di ricordare ai decisori istituzionali l’insoddisfazione di una parte rilevante della tifoseria barese.

La posizione della Curva Nord e le richieste esplicite

I gruppi organizzati della Curva Nord hanno scelto slogan chiari e un messaggio unitario: è una protesta contro il principio stesso della multiproprietà, non soltanto contro atti o scelte tecniche recenti. La narrazione dei sostenitori mette in relazione la presenza di una stessa proprietà su più club con limitazioni alla competitività e alla crescita sportiva di società come il Bari, soprattutto in una fase delicata dopo la retrocessione.

Diffusione del messaggio e impatto simbolico

L’affissione dei teli e la distribuzione dei volantini sono state pensate con un valore simbolico: portare il dissenso dal terreno cittadino alle porte dell’ente che regola il calcio italiano amplifica la portata della protesta. I promotori hanno voluto indicare che la questione non è solo locale, ma riguarda principi regolamentari e scelte che hanno ricadute sul sistema calcistico nazionale.

La vicenda si colloca in un dibattito più ampio che, nella città di Bari, dura da anni e che nelle ultime settimane ha registrato un’impennata di tensione tra tifoseria e proprietà. L’azione di Roma è l’ultima tappa di una serie di contestazioni focalizzate sulla gestione societaria e sulle regole che consentono la convivenza di più club sotto lo stesso controllo. Resta da vedere come reagiranno gli organi federali e quali conseguenze concrete potrà avere sul piano regolamentare questa pressione proveniente dal fronte dei tifosi.

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