La notizia della liberazione di due attivisti italiani trattenuti in Libia arriva dopo un mese di tensione e attese. Domenico Centrone e Leonarda Alberizia membri della Global Sumud Flotilla sono stati rilasciati il 23 giugno 2026 e verranno rimpatriati grazie a un intervento diplomatico coordinato tra il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi. Nello stesso contesto è stato assistito dal consolato a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez cittadino uruguaiano con cittadinanza italiana.
Il rilascio ha posto fine a una detenzione iniziata il 24 maggio: un periodo di 30 giorni che ha mantenuto alta l’attenzione delle organizzazioni coinvolte e della società civile. Le istituzioni italiane hanno descritto l’azione come frutto di un «intenso lavoro diplomatico» e di collaborazione tra diversi uffici, in particolare della Farnesina e dei servizi di intelligence che hanno seguito il caso fino al rimpatrio in Italia.
Le parole del ministro e l’azione del consolato a Bengasi
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha annunciato la liberazione sottolineando il ruolo del coordinamento istituzionale. Ha spiegato che, dopo l’attività diplomatica svolta in sinergia con Palazzo Chigi gli attivisti faranno finalmente rientro in Italia. Nel corso dell’operazione il personale del ministero e gli apparati competenti hanno seguito la vicenda con continuità, assicurando assistenza e sicurezza fino al trasferimento.
Il ruolo del console a Bengasi
Dal punto di vista operativo è stato centrale l’intervento del consolato: a Bengasi il console ha ricevuto e assistito i rilasciati, garantendo supporto immediato sul territorio. In questo stesso contesto è stato affidato al consolato anche Matias Alvarez Rodriguez segnando un’azione diplomatica che ha coinvolto più cittadini e più competenze. La famiglia e i rappresentanti legali attendono ora il rientro in Italia per le valutazioni successive.
Reazioni della famiglia e della Global Sumud Flotilla
La liberazione è stata accolta con commozione dalla famiglia di uno degli attivisti. Maria Rosaria Centrone sorella di Domenico, ha espresso una gioia travolgente: «Io e i miei genitori siamo al settimo cielo», ha detto, aggiungendo che la famiglia attende di poter riabbracciare Domenico. Ha inoltre ricordato un episodio personale legato all’incontro con il ministro a Bari sottolineando come la prospettiva del compleanno imminente del fratello renda il ritorno in libertà un regalo indescrivibile: «Domani è il compleanno di mio fratello», ha sottolineato.
La portavoce italiana della Global Sumud FlotillaMaria Elena Delia ha richiamato l’attesa durata un mese: «Da 30 giorni aspettavamo la liberazione degli attivisti», ha dichiarato, evidenziando l’importanza della mobilitazione della società civile e dei presidî che hanno chiesto il rilascio. Per il gruppo si profila ora un periodo di analisi di quanto accaduto durante la detenzione.
Ringraziamenti pubblici
La famiglia e i sostenitori hanno esteso ringraziamenti a più livelli: alle istituzioni nazionali, al personale diplomatico e al personale consolare, con un riconoscimento particolare al console a Bengasi. Maria Rosaria ha anche voluto sottolineare la pluralità di sostegno ricevuto, ringraziando l’intero spettro politico e i giornalisti che hanno mantenuto viva l’attenzione sulla vicenda. Ha concluso con parole di gratitudine per chi ha saputo coniugare umanità e competenza in una situazione delicata: «e grazie, infinite, al console Filippo Colombo» e «Grazie di cuore a chi ci ha messo il cuore».
Con il rientro in Italia previsto nei giorni successivi all’annuncio, la vicenda della detenzione iniziata il 24 maggio e conclusasi il 23 giugno 2026 si chiude con sollievo per le famiglie e conferma l’impegno delle istituzioni nel tutelare cittadini e persone con doppia cittadinanza all’estero. Resta ora aperta la fase di ricostruzione dei fatti e di valutazione delle implicazioni politiche e umanitarie emerse durante il periodo di detenzione.



