L’Europa e l’Italia, in particolare il Nord, stanno vivendo un’ondata di calore intensa e persistente. Questo fenomeno si inserisce in un contesto climatico che negli ultimi anni ha visto un aumento della frequenza, durata e intensità degli eventi estremi. Le condizioni anticicloniche, alimentate da masse d’aria calda di origine subtropicale, stanno creando una situazione di stabilità atmosferica, scarsa ventilazione e forte irraggiamento.
Le temperature stanno registrando valori diffusamente superiori alle medie stagionali, con anomalie positive che in alcune aree superano i 4-6°C. Le notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20°C sono diventate una costante, accentuando il disagio bioclimatico soprattutto nelle aree urbane.
Le criticità principali
L’ondata di calore sta portando con sé diverse criticità. Tra queste, l’aumento dello stress termico sulla popolazione, l’incremento dei consumi idrici ed energetici e le condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi boschivi. Gli ecosistemi, in particolare quelli alpini e le zone già interessate da deficit idrico, stanno subendo impatti significativi. Inoltre, si registrano possibili peggioramenti della qualità dell’aria, con episodi di accumulo di ozono troposferico.
La situazione in Piemonte
In Piemonte, l’ondata di calore è iniziata il 17 giugno e si prevede che durerà fino ai primi giorni di luglio. Le temperature potranno raggiungere i 38-39°C in pianura tra sabato e domenica. Questa seconda ondata di calore della stagione, dopo quella registrata nell’ultima decade di maggio, sta mantenendo valori minimi e massimi ben al di sopra delle medie del periodo, con notti tropicali che impediscono un recupero psicofisico notturno.
Nei primi venti giorni del mese, la temperatura media registrata in Piemonte si è già posizionata al 5° posto tra i mesi di giugno più caldi degli ultimi 70 anni. Se le temperature si manterranno sui livelli degli ultimi cinque giorni, il 2026 potrebbe diventare il secondo giugno più caldo, subito dietro al record del 2003.
L’Emilia-Romagna affronta la peggiore ondata di calore
L’Emilia-Romagna sta vivendo un’ondata di calore che potrebbe diventare la più duratura e intensa mai registrata in regione. Le temperature massime stanno raggiungendo i 37-38°C nelle zone di pianura centrale e occidentale, mentre le minime si attestano intorno ai 21-22°C in aperta campagna e mai sotto i 25°C nelle città. Il valore di temperatura medio regionale, utilizzato come indicatore generale dell’anomalia termica, dal 19 giugno risulta superiore ai precedenti record storici giornalieri e potrebbe mantenersi tale fino al 1° luglio.
Il perdurare del caldo anomalo sta portando numerose conseguenze, tra cui il disagio bioclimatico nelle città, la riduzione delle rese agricole, problemi alle infrastrutture di trasporto e di approvvigionamento energetico, e la disponibilità idrica. Il fiume Po, nella stazione di Pontelagoscuro (FE), ha registrato una portata media mensile di giugno inferiore del 67% rispetto alla media di lungo periodo, con effetti in termini di intrusione salina nel delta del fiume.
La Liguria e la Sardegna
La Liguria, pur essendo ai margini del promontorio anticiclonico, non è esente dagli effetti dell’ondata di calore. Le previsioni indicano condizioni di disagio fisiologico da caldo su tutta la regione, con minime costiere che restano sopra i 20°C. La durata dell’ondata è un elemento significativo, con previsioni che non indicano cedimenti almeno fino a fine mese.
In Sardegna, l’ondata di calore ha mostrato i primi segnali già a partire dal 18 giugno con temperature che hanno raggiunto i 41°C in alcune aree. Anche qui, la durata dell’ondata è un fattore preoccupante, con previsioni che indicano un caldo persistente almeno fino a fine mese.
Le Agenzie del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente stanno monitorando l’evoluzione dell’evento attraverso le reti regionali. Dal 22 giugno è attivo il numero di pubblica utilità 1500 gestito dal Ministero della Salute in sinergia con l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail), che offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto alle persone più fragili e a rischio, per mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute.



