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Indagine della Procura di Trani: sequestri a 45 imprese e 34 denunce

Il G.I.P. del Tribunale di Trani ha convalidato un decreto di sequestro preventivo d'urgenza disposto dalla Procura di Trani: cinque società di recente costituzione sono state indicate come cartiere e oltre 6 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro in relazione a una frode che coinvolgerebbe 45 imprese.

Indagine della Procura di Trani: sequestri a 45 imprese e 34 denunce

Il 6 Luglio 2026 il G.I.P. del Tribunale di Trani ha convalidato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Trani volto a interrompere una complessa presunta frode fiscale che si estende in più regioni. L’operazione, eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani ha portato al sequestro di cinque imprese ritenute di recente costituzione e qualificate dagli investigatori come società cartiera oltre al blocco di somme per un ammontare superiore a 6 milioni di euro a carico di 13 aziende.

Le attività investigative, coordinate dalla Procura e svolte dalla Compagnia di Trani sono nate a seguito di una verifica fiscale avviata lo scorso settembre nei confronti di una società di capitali con sede a Bisceglie operante nel commercio al dettaglio di confezioni per adulti. Le anomalie emerse durante il controllo hanno fatto emergere elementi ritenuti indicativi di un sistema di fatturazione fittizia utilizzato per ottenere vantaggi fiscali indebiti.

Provvedimenti eseguiti e ambito del sequestro

Il decreto d’urgenza, eseguito dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani e convalidato dal G.I.P., ha interessato in primo luogo 5 imprese di recente costituzione che, secondo gli indizi raccolti, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti con l’unico scopo di generare un indebito vantaggio d’imposta ad altre società. Contestualmente è stato disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di oltre 6 milioni di euro riferibili a 13 aziende ritenute beneficiarie dei proventi illeciti.

Motivazioni e urgenza dell’intervento

Gli investigatori hanno sottolineato l’urgenza del provvedimento per impedire la dispersione del profitto illecito e la prosecuzione del presunto schema fraudolento. La sospensione della verifica fiscale iniziale e la segnalazione alla Procura sono state motivate da elementi quali l’assenza di dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, il mancato versamento delle imposte, l’assenza di dipendenti e di beni materiali o sedi operative riferibili ad alcune società fornitrici.

Esiti delle indagini e responsabilità penali

Al termine della prima fase investigativa sono state denunciate 34 persone fisiche per ipotesi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e per dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di documenti falsi. Inoltre, sono state segnalate ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa da reato 7 società considerate beneficiarie del sistema fraudolento. Complessivamente l’inchiesta coinvolge 45 imprese dislocate in diverse regioni del territorio nazionale.

Le indagini si inseriscono in una più ampia strategia investigativa della Procura e della Guardia di Finanza, finalizzata a far emergere schemi consolidati di evasione fiscale basati sulla costituzione di società interposte che emettono fatture inesistenti utilizzate da imprenditori per ridurre l’imponibile. L’attività prosegue in fase di indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà accertata definitivamente solo con eventuali pronunce giudiziarie irrevocabili.

Il caso evidenzia l’attenzione rivolta dagli organi giudiziari e dalle forze di polizia economico-finanziaria alla tutela del corretto funzionamento del sistema economico e della libera concorrenza. L’azione intrapresa mira inoltre a proteggere i lavoratori che, in alcuni casi, risultano estranei o inconsapevoli rispetto alle dinamiche fraudolente contestate alle imprese coinvolte.

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