Un’ampia operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Bari, ha portato a 23 misure cautelari personali e al sequestro di beni per oltre 60 milioni di euro. L’indagine, eseguita nelle prime ore del 6 luglio 2026, ha svelato un complesso sistema di riciclaggio e frodi fiscali nel settore dei giochi elettronici.
L’operazione, denominata Infiltrazioni mafiose nel settore del gioco ha coinvolto oltre 300 finanzieri del Comando Provinciale di Bari e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO). Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica.
Il sistema di riciclaggio e le modalità operative
Le indagini hanno rivelato che un gruppo societario, riconducibile a un noto imprenditore locale affiliato a un clan storico del barese, avrebbe instaurato un regime di monopolio nel settore dei giochi e delle scommesse. Le numerose sale VLT del gruppo sarebbero state create grazie al reimpiego di fondi provenienti da attività delittuose, avvalendosi anche della collaborazione di un professionista compiacente.
Il sistema di riciclaggio si basava su tre modalità operative principali: l’intestazione fittizia delle vincite a persone compiacenti, la corresponsione all’effettivo vincitore di una somma in contanti decurtata di circa il 20%, e la cessione di ticket vincenti a soggetti non giocatori. Questi ultimi acquistavano i ticket in contanti e li riscuotevano tramite assegno, dopo averli inseriti nelle VLT.
False fatturazioni e peculato
Le indagini finanziarie hanno inoltre permesso di ipotizzare che il sodalizio abbia sistematicamente omesso di versare al concessionario la quota di incassi destinata al pagamento del Prelievo Erariale Unico (PREU), integrando così l’ipotesi di peculato. Parallelamente, per drenare i profitti illeciti e reinvestirli in altre attività, sarebbe stato utilizzato un sistema di false fatture, aggravando il quadro dei reati tributari contestati.
Violenza privata e sequestri
Nel corso delle investigazioni è stato approfondito anche un episodio di violenza privata avvenuto durante la detenzione del principale indagato. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe prima minacciato verbalmente e poi fatto aggredire fisicamente da cinque sodali un altro detenuto che aveva deciso di collaborare con la giustizia. L’episodio, noto come cappotta sarebbe stato finalizzato a impedire l’applicazione di misure cautelari patrimoniali nei confronti dell’indagato principale.
Il GIP ha disposto anche il sequestro di 13 sale Videolottery e 2 sale giochi, ritenute parte integrante del sistema illecito. Gli esiti dell’indagine testimoniano l’impegno della Procura e della Guardia di Finanza nel contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale e nella lotta alle condotte di riciclaggio che alterano la concorrenza e inquinano il sistema economico e finanziario.
L’operazione rappresenta un nuovo capitolo nella lotta alla criminalità organizzata e al riciclaggio di denaro illecito nel territorio di Bari.



