Un incendio ha interessato alcuni locali del plesso Monte San Michele, sede della scuola dell’infanzia e primaria a Bari, e ha portato alla sospensione delle lezioni. La dirigenza ha disposto la chiusura dell’edificio «fino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza», misura entrata in vigore il 23 maggio. Questo provvedimento è stato preso in via precauzionale per permettere agli uffici tecnici competenti di intervenire: si tratta quindi di un’azione legata alla tutela della sicurezza di alunni e personale.
L’interruzione delle attività ha generato un clima di incertezza tra le famiglie, che temono ripercussioni sull’organizzazione scolastica e lavorativa. I genitori ricordano l’obbligo di raggiungere i 200 giorni di scuola e segnalano l’imminente conclusione dell’anno didattico prevista per il 9 giugno, chiedendo certezze sui tempi di riapertura e sulle eventuali soluzioni temporanee. In assenza di comunicazioni più dettagliate, l’apprensione cresce anche per la gestione quotidiana dei bambini da parte di chi lavora.
Decisione amministrativa e attività in corso
La sospensione, come specificato nella comunicazione ufficiale, rimane valida fino a nuova indicazione e serve a consentire la messa in sicurezza da parte dell’Ufficio tecnico del Comune. Nel frattempo il personale amministrativo continua a operare in modalità remota, mentre i collaboratori scolastici sono stati impiegati secondo le necessità organizzative stabilite dall’istituto. Le altre sedi dello stesso istituto stanno svolgendo regolarmente le loro attività, garantendo continuità didattica per gli alunni non coinvolti dall’accaduto.
Verifiche tecniche e controlli sanitari
Negli interventi previsti rientrano controlli sull’agibilità dei locali e rilevazioni sulla salubrità dell’aria, elementi ritenuti essenziali per il rientro in sicurezza. Le valutazioni tecniche saranno eseguite dagli enti competenti per attestare l’assenza di rischi strutturali o di contaminazione che possano mettere in pericolo bambini e personale. Per ora non sono stati diffusi dettagli precisi sull’entità dei danni provocati dal rogo, e ogni aggiornamento verrà comunicato attraverso i canali ufficiali dell’istituto.
Reazioni delle famiglie e richieste di chiarimento
Le famiglie coinvolte hanno espresso preoccupazione a voce alta: alcuni genitori si sono rivolti a testate locali per raccontare le difficoltà di conciliazione lavoro-scuola e per sollecitare una pianificazione alternativa. Tra le istanze principali c’è la necessità di sapere come verrà garantito il raggiungimento dei 200 giorni di attività didattica e se saranno previste soluzioni supplementari per recuperare le lezioni perse. La sospensione prolungata, spiegano i genitori, complica la vita delle famiglie con orari di lavoro fissi e impegni non facilmente spostabili.
Richieste pratiche e possibili opzioni
In assenza di decisioni definitive, le ipotesi al vaglio dei genitori comprendono il trasferimento temporaneo degli alunni in altri plessi, l’uso di spazi comunali disponibili o l’organizzazione di giornate di recupero in regime straordinario; tutte soluzioni che però richiedono una precisa pianificazione da parte dell’istituzione. I genitori chiedono inoltre maggiore trasparenza sulle tempistiche e raccomandano comunicazioni frequenti per poter organizzare adeguatamente le proprie giornate lavorative e familiari.
Per ora la direzione scolastica ha annunciato che ogni aggiornamento sarà pubblicato sui canali ufficiali dell’istituto, mentre dai riscontri non emergono informazioni più dettagliate sui danni subiti dalle strutture. La situazione rimane monitorata alle varie scale competenti e la speranza delle famiglie è di poter tornare alla normalità il prima possibile, con la garanzia di sicurezza e chiarezza sulle scelte successive.