Il 4 settembre Bari sarà al centro di un intenso dibattito politico. Mentre Fratelli d’Italia celebra il governo più longevo della storia repubblicana con un evento al porto, movimenti e associazioni di sinistra hanno annunciato una protesta contro le politiche del governo Meloni.
La manifestazione, organizzata da un’assemblea di movimenti e associazioni, partirà alle 17.30 da piazza del Ferrarese per poi passare davanti al terminal crociere, dove si terrà l’evento con la presenza della premier Giorgia Meloni del vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e del ministro Matteo Salvini.
Le ragioni della protesta
I promotori della protesta hanno elencato una serie di motivi che li spingono a scendere in piazza. Tra questi, il sostegno alle guerre e i risultati collaterali come l’aumento del prezzo della benzina i tagli per le fasce più deboli e le leggi repressive contro chi vuole manifestare.
“Il governo è solo dalla parte di chi accumula extra-profitti e pretende pure aiuti dallo Stato”, affermano i manifestanti. Tra i punti contestati ci sono anche i decreti sicurezza che, secondo i promotori, rispolverano norme fasciste per garantire l’impunità alle forze dell’ordine e silenziare il dissenso con pene sempre più severe.
Le politiche migratorie e il riarmo
Un altro punto critico è la caccia al migrante con leggi che criminalizzano e trattano in modo disumano i migranti, alimentando la clandestinità invece di favorire l’integrazione sociale ed economica. Inoltre, i manifestanti contestano le risorse massicce sottratte a scuola, università, ricerca e sanità per essere dirottate sulle spese militari.
“Non abbiamo bisogno di zone rosse, esercito o altra polizia nelle strade. Vogliamo la sicurezza di un lavoro dignitoso, di una sanità pubblica efficiente, di case popolari e di scuole sicure”, dichiarano i promotori della protesta.
Le critiche alla gestione del governo
Le associazioni Osa e Cambiare Rotta Bari hanno diffuso una nota sui social, annunciando la loro partecipazione alla protesta. “Dopo la figuraccia a Taranto, dove ha incassato i fischi della piazza durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, siamo pronti a far sentire la nostra voce a Bari”, affermano.
Le critiche si concentrano anche sul mondo della scuola dove, secondo i manifestanti, non è arrivata nessuna risposta al caro affitti o al costo dei libri, ma solo un progressivo impoverimento del diritto allo studio. “La scuola pubblica continua a fare i conti con carenze di personale, strutture inadeguate e risorse insufficienti, mentre all’università precarietà e barriere economiche rendono sempre più difficile studiare e costruirsi un futuro”, concludono.



