2 Ottobre 2026 ☀ 19°

Scontro armato tra gruppi penitenziari nella prigione di Lecce

Una rissa tra clan penitenziari ha scosso il carcere di Lecce, con un agente accerchiato e chiavi consegnate, mentre le autorità indagano su possibili traffici illeciti.

Scontro armato tra gruppi penitenziari nella prigione di Lecce

Il mattino del 2 ottobre si è trasformato in un vero campo di battaglia all’interno del carcere di Lecce. Due gruppi di detenuti, facenti parte di clan distinti della zona di Bari, si sono incrociati in una violenta rissa che ha coinvolto anche il personale penitenziario. L’evento è stato comunicato dal Sappe Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, che ha segnalato l’accerchiamento di un agente da parte dei primi aggressori.

L’agente, rimasto da solo nella terza sezione, è stato costretto a consegnare le chiavi del suo presidio. Una volta in possesso dei codici di accesso alcuni detenuti, armati di bastoni di fortuna, hanno marciato verso l’ingresso del cortile della seconda sezione, dove è scoppiato lo scontro principale.

Dettagli dello scontro nella terza sezione

Secondo le informazioni fornite dal Sappe, il primo gruppo di detenuti ha sfruttato la presenza di un unico operatore per avvolgerlo, rendendo impossibile una fuga o una difesa efficace. L’agente, in una situazione di estrema tensione, ha dovuto cedere le chiavi per evitare un’escalation più pericolosa. La consegna è avvenuta sotto minaccia diretta, evidenziando una vulnerabilità operativa all’interno del presidio.

L’agente accerchiato e la consegna delle chiavi

Una volta in possesso delle chiavi, i detenuti hanno fatto leva su quel vantaggio per aprire le porte della seconda sezione, ingresso chiave del cortile interno. Il paesaggio carcerario si è così trasformato in un terreno di scontro, con i due clan – identificati come Strisciuglio e Capriati – pronti a difendere la propria posizione. L’agente, nonostante la paura, è riuscito a far scattare l’allarme, permettendo l’intervento di rinforzi.

Escalation nella seconda sezione: confronto tra clan Strisciuglio e Capriati

Il cortile della seconda sezione è diventato il fulcro del conflitto. I membri dei Clan strisciuglio e Capriati si sono affrontati in una lotta corpo a corpo, usando bastoni rudimentali e oggetti di fortuna. La violenza ha richiesto l’intervento di ulteriori agenti, che sono giunti sul posto dopo aver ricevuto il segnale d’allarme. L’agente protagonista, in stato di forte agitazione, è stato trasportato al pronto soccorso per valutare eventuali lesioni.

Indagini, ipotesi sui traffici illeciti e richieste di potenziamento organico

Le autorità stanno ora cercando di ricostruire le dinamiche che hanno portato allo scontro. Tra le ipotesi esaminate, spicca quella di una lotta per il controllo di traffici illeciti all’interno del penitenziario, in particolare l’introduzione di sostanze stupefacenti e dispositivi telefonici, inclusi droni. Il Sappe, attraverso il segretario nazionale Federico Pilagatti, ha nuovamente lanciato l’allarme sulla carenza di organico e sul problema del sovraffollamento, chiedendo un potenziamento immediato del personale.

Finché le indagini non saranno chiuse, la vicenda rimane aperta su due fronti: da un lato la necessità di capire chi abbia tratto vantaggio dal traffico di droga e da tecnologia all’interno del carcere, dall’altro la pressione su istituzioni e amministratori affinché rivedano la dotazione di agenti, soprattutto in strutture dove la densità di detenuti rende ogni giorno più difficile garantire la sicurezza.

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