Il Comune di Bisceglie ha annunciato un ambizioso programma di ricambio generazionale volto a inserire 150 nuove risorse nel dipartimento del personale entro il prossimo quadriennio. L’obiettivo si traduce in 40 assunzioni nette all’anno al netto dei pensionamenti, ed è stato reso possibile grazie alla recente Legge 5 ottobre 2026 n. 174, che ha eliminato il vecchio tetto di spesa basato sulla media del triennio 2011-2013.
Dati di partenza e motivazioni dell’intervento
Nel 2009 l’amministrazione locale contava 329 dipendenti. Oggi, a causa di dimissioni e pensionamenti, il numero si è ridotto a poco più della metà, con una forza lavoro anasente di valore e una composizione demografica preoccupante: il 25 % dei funzionari supera i 60 anni l’età media è di 52 anni e la percentuale di dipendenti al di sotto dei 30 anni scende all’1,9 %. Questi indicatori evidenziano una crisi di continuità operativa che rischia di compromettere la capacità di risposta della pubblica amministrazione, soprattutto nei territori del Sud.
L’adozione del nuovo cap di spesa, unita al riconoscimento della necessità di ricostituire il capitale umano ha spinto il comune a formulare il piano da 150 assunzioni. L’obiettivo non è solo numerico, ma anche qualitativo: rafforzare i servizi, ridurre i tempi di risposta per le imprese e garantire una transizione più fluida verso una struttura amministrativa più giovane e dinamica.
Benefici attesi per il territorio e le imprese
Un innalzamento del personale pubblico genera un effetto moltiplicatore sull’economia locale. Con più funzionari a disposizione, le pratiche amministrative – appalti, permessi, licenze – saranno gestite con maggiore rapidità, riducendo i costi operativi per le imprese e rendendo Bisceglie più attraente per nuovi investimenti. Inoltre, l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie derivante da nuovi contratti stabili influirà positivamente sulla domanda di beni e servizi, contribuendo a contenere il fenomeno dell’emigrazione.
Il caso di Trani è spesso citato come esempio positivo: nonostante una perdita demografica costante, la città ha mantenuto un indice occupazionale più alto rispetto ai comuni limitrofi grazie a un programma continuativo di assunzioni nella pubblica amministrazione. Bisceglie intende replicare questo modello, puntando a una riduzione della precarietà, a contratti regolari con maggiori tutele e a un vero ricambio generazionale capace di garantire continuità nei servizi essenziali.
Strategie operative per realizzare le assunzioni
Per tradurre il piano in realtà, il comune proporrà diversi canali di ingresso: concorsi snelli con una tempistica massima di 180 giorni, part-time al 75 % con prospettiva di passaggio a tempo pieno, mobilità interna destinata al 15 % delle nuove piazze, e convenzioni con le università locali per l’20 % delle assunzioni, inizialmente a tempo determinato per giovani laureandi. Tutti i percorsi includeranno percorsi formativi e di affiancamento, nonché l’adozione di competenze digitali e linguistiche per la gestione dei nuovi impianti derivanti dal PNRR.
Parallelamente, si prevede la revisione delle professionalità già presenti, allineando le mansioni alle effettive competenze e prevedendo l’acquisto anticipato di postazioni e strumenti necessari. L’obiettivo è creare, entro i primi quattro anni, un patto solido tra amministrazione e cittadini capace di garantire servizi più efficienti, favorire la crescita economica e assicurare la sostenibilità del personale pubblico a lungo termine.



