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Organova 2026: l’organista giapponese Kinue Aota al concerto di San Domenico

Kinue Aota porta a Mola un concerto che fonde maestria tedesca e freschezza giapponese sull’organo storico.

Organova 2026: l’organista giapponese Kinue Aota al concerto di San Domenico

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:00, la storica Chiesa di San Domenico a Mola (Bari) si trasformerà in un teatro sonoro unico, grazie alla XVII edizione di Organova – Stagione Internazionale di Santa Maria del Passo. L’evento, inserito nella sezione «Grandi interpreti», accoglie l’organista giapponese Kinue Aota la cui presenza promette un ponte tra la tradizione organistica europea e le sonorità dell’Oriente. L’ingresso è gratuito e i posti sono limitati, quindi l’interesse del pubblico locale è già alle stelle.

Organova 2026 a San Domenico: data, luogo e partecipanti

L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Arte & Musica, si inserisce in un calendario ricco di appuntamenti internazionali dedicati all’organo. La scelta di San Domenico, con la sua acustica rinascimentale, risponde alla volontà di offrire al pubblico un’esperienza autentica di musica sacra e concertistica. Accanto a Kinue Aota, il concerto vede la partecipazione di compositori contemporanei, creando un dialogo che attraversa secoli e continenti.

Un programma che attraversa secoli e continenti

Il programma, compatto ma variegato, parte dalla scuola settentrionale tedesca per giungere alle sonorità giapponesi e chiudersi con una composizione contemporanea. Il Preludio in mi minore di Nicolaus Bruhns apre la serata, dimostrando la libertà stilistica tipica dello stylus phantasticus. Segue poi il cuore barocco con tre pagine di Johann Sebastian Bach ognuna con un carattere differente: il corale «O uomo, piangi il tuo grande peccato» (BWV 622), la monumentale «Fantasia e Fuga in sol minore» (BWV 542) e il più intimo «Quando siamo nella più grande afflizione» (BWV 641). Queste scelte offrono al pubblico una panoramica completa di contrappunto, virtuosismo e meditazione.

Le opere tedesche: Bruhns e Bach

Il Preludio in mi minore di Bruhns, discendente della tradizione di Dieterich Buxtehude, si caratterizza per contrasti improvvisatori e una scrittura che prelude al linguaggio di Bach. Il corale BWV 622, con la sua melodia ornata, dimostra come Bach trasformi un canto liturgico in architettura musicale intensa. La «Fantasia e Fuga» rappresenta una prova di resistenza: l’articolazione dei registri, la gestione dei registri e la forza ritmica richiedono una maestria tecnica straordinaria. Infine, il corale BWV 641, più raccolto, chiude il segmento tedesco con una preghiera sonora che accentua la dimensione intima del recital.

Il ponte orientale: Arakaki e Kakinuma

Il salto verso l’Oriente avviene con le Variazioni sul tema dell’Etenraku di Tsugutoshi Arakaki una reinterpretazione del celebre motivo gagaku, l’antica musica di corte giapponese. Le variazioni consentono all’organo di esplorare timbri insoliti, traducendo una melodia tradizionale in un contesto occidentale. Prosegue Yui Kakinuma con la composizione «Iemière», che porta la programmazione nella contemporaneità, dimostrando la versatilità dell’organo come strumento capace di accogliere linguaggi moderni e sperimentali.

Chiusura contemporanea con Pablo Perez

Il concerto si conclude con il Prélude di Pablo Perez (1961), una composizione che non segue un ordine cronologico lineare ma accosta epoche, culture e linguaggi diversi, sfruttando le infinite possibilità timbriche dell’organo. Questo epilogo rappresenta il culmine di un percorso sonoro che ha intessuto tradizione e innovazione, lasciando l’audience con una sensazione di continuità fra passato e presente.

Kinue Aota: la formazione di un talento internazionale

Diplomata con lode all’Università di Musica Kunitachi (Tokyo) e vincitrice del Premio Takeoka, Kinue Aota ha proseguito gli studi al Conservatorio di Lione, dove ha ottenuto il Premier Prix sotto la direzione di Xavier Darasse. Successivamente ha perfezionato la sua arte a Vienna con Michael Radulescu esperto di Bach, e a Parigi presso il Conservatoire con Michel Chapuis e Olivier Latry. Borsista al Conservatorio parigino, ha affinato anche il repertorio rinascimentale e barocco italiano con Lorenzo Ghielmi e ha studiato l’esecuzione storica del clavicembalo con J.W. Jansen e Yoshiko Ieki.

Tra i riconoscimenti più significativi vi sono la vittoria nella prima Audition per organo della Symphony Hall, il premio di incoraggiamento del Sindaco di Musashino al primo Concorso Internazionale d’Organo della Città di Musashino e il secondo posto al quinto Concorso Internazionale d’Organo di Tolosa. La sua attività concertistica è intensa sia in Giappone che all’estero, con collaborazioni con orchestre, ensemble e cori. Nel 2013 ha suonato la Messa di Natale nella Basilica di San Pietro in Vaticano, consolidando il suo legame con l’Italia, dove ha inoltre presieduto giurie di concorsi organistici internazionali.

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