16 Ottobre 2026 ☀ 19°

Emergenza benzina a Bari: pochi distributori rimasti e allarme del sindaco

Bari vive un blackout di benzina: code infinite, blocchi alle autostrade e avvertimenti del sindaco sui servizi essenziali.

Emergenza benzina a Bari: pochi distributori rimasti e allarme del sindaco

In tutta la città di Bari la ricerca di un punto di rifornimento è diventata una vera caccia al tesoro. Solo una frazione inferiore al 10% delle pompes è ancora operativa; marchi come Enilive e Q8 hanno esaurito le scorte nella scorsa settimana, lasciando i residenti a vagare tra i pochi distributori che dispongono di quantità ridotte di benzina e diesel. Le file interminabili si susseguono davanti ai cartelli “tutto esaurito”, mentre la tensione sale di giorno in giorno.

Il colpevole principale è il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto gestito dagli operai dell’ex Ilva in sciopero. L’impianto è il cuore della catena di approvvigionamento non solo per la stessa Eni, ma anche per i concorrenti. La paralisi ha immediatamente interrotto il flusso di carburante verso le stazioni di tutta la Puglia con effetti a catena anche in Basilicata e Calabria. Parallelamente, gruppi autonomi di autotrasportatori hanno bloccato le arterie provinciali di Foggia e Bari aggravando ulteriormente la scarsità.

Blocco alla raffineria di Taranto e sua ripercussione sulla rete pugliese

La chiusura della raffineria non riguarda soltanto le stazioni del capoluogo, ma l’intera catena logistica che alimenta i depositi regionali. Senza il rifornimento giornaliero, le riserve interne dei distributori si sono prosciugate in poche ore, riducendo le operazioni a dei mini-rifornimenti di emergenza. In provincia di Foggia gli autotrasportatori hanno eretto posti di blocco per protestare contro l’aumento vertiginoso dei prezzi del carburante sostenendo che le spese aggiuntive minacciano la sopravvivenza delle loro attività. La congiuntura ha trasformato la questione in una crisi sociale, con ripercussioni visibili su agricoltori, operai e cittadini.

Il ruolo degli autotrasportatori in provincia di Foggia

Le proteste dei camionisti hanno bloccato le principali vie di transito, impedendo l’uso di camion cisterna per il trasporto di carburante verso i distributori. Le autorità hanno tentato di mediare, ma le richieste di riduzione delle accise e di un intervento governativo immediato non hanno ancora trovato risposta. Il risultato è stato un ulteriore rallentamento nella consegna delle poche scorte rimaste, costringendo i conducenti di auto private a rivolgersi a qualsiasi pompa ancora operativa.

Reazione dei cittadini e conseguenze sulla mobilità urbana

Il panico ha spinto migliaia di automobilisti a percorrere la città in cerca di l’ultima goccia di carburante. Molti hanno optato per mezzi alternativi: biciclette, car sharing e trasporto pubblico, quest’ultimo comunque ridotto a causa delle stesse problematiche logistiche. Il traffico, ironicamente, è diminuito nelle ore mattutine perché una parte della popolazione ha preferito rimandare gli spostamenti. Tuttavia, dove sono rimaste le poche stazioni operative, le file hanno superato i 200 veicoli, con tempi di attesa che hanno superato i tre minuti per ogni singolo rifornimento.

Allarme del sindaco Leccese: servizi pubblici a rischio

Il sindaco Vito Leccese ha lanciato un avviso di emergenza, sottolineando che la carenza di carburante non colpisce solo i privati ma l’intera struttura della città. Ha avvertito che i cantieri pubblici potrebbero fermarsi che la raccolta dei rifiuti ha meno di una settimana di autonomia e che il servizio di trasporto pubblico locale potrebbe rimanere senza carburante già entro cinque o sei giorni. Le autorità hanno chiesto un intervento immediato da parte del Governo, ricordando che il prossimo tavolo nazionale è fissato per il 27 ottobre, ma che “undici giorni sono un’eternità per chi rischia di vedere interrompere servizi indispensabili”.

Secondo le ultime notizie, lo sciopero alla raffineria dovrebbe terminare alle 23:00 di questa sera, a seguito di un accordo tra i lavoratori e i sindacati metalmeccanici. Il governo ha programmato un nuovo incontro a Palazzo Chigi il 27 ottobre per esaminare la vertenza ex Ilva, mentre anche gli autotrasportatori sono stati invitati a un dialogo a Roma nella stessa data. Resta da vedere se questi tavoli riusciranno a sbloccare la catena di distribuzione prima che le scorte dei pochi distributori rimasti si esauriscano definitivamente.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bari adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 16 Ottobre