Il 19 ottobre 2026 un gruppo di autotrasportatori è partito da Altamura con l’obiettivo di raggiungere Bari per una manifestazione pubblica contro il caro gasolio. Il convoglio, composto da 35 motrici e da circa cento persone ha seguito la statale 96 in direzione del capoluogo pugliese. L’azione, organizzata dal Consorzio Acar (Altamura Consorzio autotrasportatori riuniti) è stata messa in campo per attirare l’attenzione delle istituzioni regionali sulle difficoltà che gravano sulle imprese di autotrasporto.
Percorso, modalità e presidio sul lungomare Nazario Sauro
Il corteo ha viaggiato in marcia regolare lungo la statale 96 con i camion che hanno occupato una sola corsia in direzione Bari mentre l’altra è rimasta libera per il transito di altri veicoli, garantendo così una circolazione che, seppure rallentata, è rimasta regolare. All’arrivo a Bari i mezzi hanno sostato nei pressi di parco Perotti all’ingresso del lungomare, e si sono disposti per un presidio davanti alla sede della Presidenza della Regione, sul lungomare Nazario Sauro. La manifestazione è stata autorizzata dalla Questura e i partecipanti erano scortati dalle forze dell’ordine, elemento che ha permesso lo svolgimento della protesta nei limiti della legalità e della sicurezza pubblica.
Numeri e organizzazione del Consorzio Acar
Il Consorzio Acar promotore dell’iniziativa, rappresenta una platea più ampia di operatori: i vertici hanno ricordato che il consorzio conta più di 60 autotrasportatori mentre alla mobilitazione odierna hanno partecipato direttamente circa cento persone a bordo delle 35 motrici. L’azione è stata presentata come una richiesta di attenzione istituzionale su questioni concrete: oltre al peso del caro gasolio il consorzio solleva problemi legati all’accesso alla liquidità e alle ricadute sulla continuità delle imprese e sull’intera filiera logistica e produttiva.
Richieste rivolte alle istituzioni e obiettivi del presidio
Gli autotrasportatori hanno formalmente chiesto un incontro con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro e hanno annunciato la volontà di avviare un confronto per portare le istanze del settore sul tavolo istituzionale. Le motivazioni alla base del corteo sono state espresse anche attraverso messaggi visibili sui mezzi: su una motrice era esposto lo striscione con la scritta “Voi bloccate il futuro. Noi blocchiamo il presente”. Con tale slogan i manifestanti hanno voluto sottolineare la percezione di una crisi che coinvolge non solo le singole aziende ma l’intera economia locale e regionale.
Nel corso della mattinata i camion hanno eseguito brevi soste e momenti simbolici lungo il percorso, utilizzando i clacson come forma di segnalazione della protesta e mantenendo comunque un profilo organizzativo che ha evitato interruzioni prolungate della viabilità. La presenza degli organi di pubblica sicurezza ha facilitato sia la progressione del corteo sia il presidio finale davanti alla sede regionale, dove i partecipanti si sono mossi a piedi per avvicinarsi alla palazzina della Presidenza e presentare le loro richieste.
Dal punto di vista operativo, il corteo dimostra come una protesta di settore possa essere condotta rispettando le normative vigenti e minimizzando disagi e rischi. Allo stesso tempo, le cifre coinvolte — 35 motrici e circa cento persone — sottolineano la dimensione e la determinazione della mobilitazione, che mira a far emergere le ricadute del costo del carburante sulla distribuzione delle merci, sulle attività produttive e sui costi a carico di imprese e cittadini.
Il presidio a Bari rappresenta Le richieste avanzate dal gruppo sono indirizzate a ottenere ascolto da parte delle istituzioni regionali e a promuovere un confronto che, secondo gli organizzatori, può tradursi in misure di sostegno o in azioni volte a mitigare gli impatti del caro gasolio e delle difficoltà di accesso alla liquidità sulla tenuta del settore.



