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Convegno a Andria su affido e adozione: le istituzioni al servizio dei minori

Un convegno a Andria ha mostrato come tribunali, servizi sociali e scuole possano collaborare per rendere l’affido e l’adozione un percorso sicuro per ogni bambino

Convegno a Andria su affido e adozione: le istituzioni al servizio dei minori

Il 16 e 17 ottobre si sono svolti ad Andria i due giorni di lavoro del convegno “Affido e adozione: costruire reti per una comunità accogliente”. L’evento, promosso dalle associazioni Una Famiglia in più e ItaliaAdozioni con il patrocinio del Comune di Andria ha riunito rappresentanti del Tribunale per i minorenni di Bari del Servizio Sociale del Consultorio dell’ambito scolastico e di numerose famiglie affidatarie e adottive.

Il fulcro del dibattito è stato il superiore interesse del minore garantire a ogni bambino un percorso di crescita sereno, stabile e affettivamente significativo. Sono stati presentati cinque percorsi tematici, ciascuno focalizzato su un aspetto cruciale del sistema di protezione dell’infanzia.

Obiettivi del convegno e profilo dei partecipanti

Gli organizzatori hanno voluto trasformare il tradizionale approccio settoriale in una rete integrata di competenze. La presenza di giudici, assistenti sociali, pedagogisti, psicologi e rappresentanti delle scuole ha permesso di confrontare esperienze pratiche e normative, evidenziando come la collaborazione tra enti possa tradursi in un supporto continuo per le famiglie affidatarie e adottive.

Il Tribunale per i minorenni di Bari e le équipe specialistiche

Durante la prima sessione, la Presidente del Tribunale per i minorenni di Bari ha illustrato il ruolo delle équipe affido e équipe adozioni. Il loro compito principale è condurre una valutazione prognostica del progetto di vita del minore, considerandone le risorse familiari, i fattori di rischio, le potenzialità di protezione e le esigenze educative. Questa analisi, effettuata prima di ogni abbinamento, determina l’intervento più idoneo, sia nella fase di allontanamento che nella successiva reintegrazione.

Procedura di valutazione e prognosi del progetto di vita

Le équipe esaminano la situazione del nucleo d’origine, verificano la disponibilità di risorse recuperabili e definiscono gli obiettivi di stabilità affettiva e continuità educativa. Il risultato è un documento condiviso con i servizi sociali e il consultorio, che fornisce la base per l’accoglienza consapevole da parte delle famiglie.

Servizio Sociale, Consultorio e l’emotività del minore

Il secondo tavolo ha messo al centro il vissuto emotivo dei bambini. Il coordinatore del Servizio Sociale Professionale ha evidenziato come la monitoristica – sia prima dell’abbinamento sia durante l’inserimento – sia fondamentale per prevenire crisi relazionali. Parallelamente, il Consultorio ha presentato le proprie competenze nella valutazione delle famiglie candidate, offrendo supporto psicologico sia ai genitori affidatari che ai piccoli.

Un punto chiave è la necessità di non lasciare le famiglie “da sole”. Il percorso di preparazioneaccompagnamento e controllo periodico riduce il rischio di abbandoni o di nuove interruzioni, garantendo al minore una continuità protettiva.

Dalla comunità educativa all’accoglienza familiare: dinamiche relazionali

La terza sessione, intitolata “Le dinamiche relazionali del minore: dalla comunità educativa all’inserimento familiare”, ha affrontato il delicato passaggio dal contesto di accoglienza istituzionale a quello domestico. Quando un bambino proviene da precedenti esperienze di affido non riuscite, la fiducia può risultare compromessa, rendendo più complessa la costruzione di nuovi legami.

Il curatore speciale e il tutore hanno sottolineato l’importanza di una comunicazione adeguata con il minore, adattata all’età e al livello di maturità, per facilitare la comprensione delle decisioni relative alla famiglia d’origine.

Scuola e comunità: il ruolo educativo nella rete

L’ultima parte dedicata alla scuola ha mostrato come quell’istituzione non sia solo un luogo di apprendimento, ma un presidio educativo capace di promuovere l’inclusione e di contrastare pregiudizi. Il referente per le adozioni, in linea con le indicazioni ministeriali, ha illustrato strategie operative per coinvolgere docenti e alunni in iniziative di sensibilizzazione, come il concorso nazionale “L’adozione fra i banchi di scuola”.

Grazie a un forte coordinamento tra scuola, servizi sociali e famiglia, è possibile creare piani educativi personalizzati che tengano conto della storia personale del minore e dei suoi tempi di adattamento.

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