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Anteprima regionale di “Santa Barbara” nel cinema Enal di Capurso

Lagioia torna a Capurso con un libro che trasforma l’infanzia in una saga di desideri, colpe e memoria.

Anteprima regionale di “Santa Barbara” nel cinema Enal di Capurso

Il 28 ottobre la piccola città di Capurso ospiterà la presentazione regionale di “Santa Barbara”, l’ultimo romanzo di Nicola Lagioia, vincitore del premio Strega. L’evento, organizzato dal Comune, avrà luogo nell’ex cinema Enal, sede storica chiusa da mesi per lavori di ristrutturazione e che, per l’occasione, riaprirà le porte per un’unica giornata.

Il sindaco Michele Laricchia ha sottolineato il valore simbolico di questa scelta: “Presentare un libro che parla di Capurso nell’Enal significa far incontrare le pagine di Lagioia con i ricordi di chi ha vissuto qui, trasformando una serata in una festa della memoria”. La combinazione di luogo, data e contenuto crea un contesto unico in cui la narrativa si intreccia con la storia locale.

“Santa Barbara”: dal desiderio di una bambina al mosaico di tre generazioni

Il romanzo, pubblicato da Einaudi, supera i 600 fogli e parte da Capurso per diventare una sorta di Macondo pugliese. Lagioia attinge a racconti orali tramandati dalla sua famiglia, creando un intreccio in cui mito, sacro e quotidiano si fondono. La trama si avvia con Nunzia Battista, una giovane madre che, su una gravina, intravede un collier di diamanti: un desiderio tanto potente da diventare la sua ossessione. Da quel punto, la narrazione si dipana attraverso la guerra, il fascismo, l’emigrazione e il boom economico, mostrando come le scelte di una generazione accumulino debiti che gravano su quelle successive.

Desiderio, colpa e memoria come motori narrativi

Lagioia descrive il desiderio come una forza primordiale, capace di trasformare la vita dei personaggi in una corsa contro il proprio destino. La memoria, invece, è dipinta come un motore inaffidabile ma imprescindibile: ciò che una generazione lascia – beni, ambizioni, rancori – diventa l’eredità oscura del figlio. La struttura del romanzo, che parte da una “saga familiare” riconoscibile e si espande progressivamente, rispecchia questo accumulo, creando un mosaico narrativo che sfida il lettore a ricostruire il legame tra passato e presente.

Il contesto sociale: patriarcato, femminilismo e la santa ribelle

Nel cuore della storia pulsa il tema del patriarcato, non tanto nelle sue forme più violente, quanto nella quotidianità di ruoli e aspettative che si tramandano come un’eredità non desiderata. Le donne di Lagioia, in particolare Nunzia, dimostrano una forza capace di sovvertire le dinamiche di potere: il suo desiderio di una vita diversa diventa una “potenza rapace” che mette in crisi gli uomini della famiglia. Parallelamente, il romanzo introduce la figura di Santa Barbara, patrona del paese, il cui culto ufficiale convive con un culto clandestino femminile che invoca non solo protezione ma anche vendetta.

Il filo della ricchezza teso al lavoro femminile

Domenico, figlio di Nunzia, costruisce il proprio futuro riscoprendo l’antica arte delle ricamatrici pugliesi. L’autore utilizza questo dettaglio per evidenziare come il valore economico sia spesso frutto di un lavoro invisibile svolto dalle donne, mentre il merito pubblico viene attribuito a figure maschili. La chiave di lettura è una denuncia sottile: la ricchezza di una comunità è spesso sostenuta da mani femminili che rimangono nell’ombra.

Lagioia e le proteste dei giovani: un monito sul futuro

Durante la presentazione, Lagioia ha spostato l’attenzione dal romanzo alle attuali proteste giovanili. Ha affermato che la società presta attenzione ai giovani solo quando rompono le vetrine, mentre le loro istanze restano inascoltate e il futuro appare “nero”. Il messaggio, intrecciato al tema del libro, suggerisce che la memoria collettiva non deve soffocare le voci emergenti, ma anzi dovrebbe integrare desideri e rivendicazioni di una nuova generazione.

La serata del 28 ottobre non sarà solo la premiere di “Santa Barbara”, ma anche un’occasione per riflettere su come la letteratura possa fungere da specchio di una Puglia che, sebbene radicata nella tradizione, è chiamata a confrontarsi con le sfide contemporanee. L’ex Enal, una volta teatro di proiezioni cinematografiche, diventa per un giorno il palcoscenico di una discussione più ampia su storia, identità e futuro.

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