Il 24 ottobre i giovani di Bari hanno dato vita a un corteo non autorizzato che si è concluso al Molo San Nicola senza alcun episodio violento. L’iniziativa, promossa da gruppi legati al Movimento 17 ottobre, ha attirato l’attenzione per gli slogan contro il costo della vita e per le accuse rivolte alla premier Meloni.
Il percorso del corteo e le misure di sicurezza
Il gruppo di manifestanti è partito dal centro cittadino, attraversando via Argiro e fermandosi davanti alla Prefettura di Bari. Lì, a poche decine di metri dal Consolato onorario di Israele, la polizia ha disposto un cordone in assetto anti sommossa. Nel tratto successivo, lungo la Corso Vittorio Emanuele, i giovani hanno incrociato una ronda di militanti di destra che, dichiarando timori di “danneggiamenti”, ha cercato di contenere qualsiasi escalation. La separazione è avvenuta senza scontri, limitandosi a scambi di cori e slogan.
Slogan, richieste e polemiche
Durante la sosta davanti alla Prefettura, i manifestanti hanno gridato frasi come “scuole, ospedali. Contro le spese militari” e “polizia bastarda, polizia assassina. Bari colonia Palestina“, indirizzando le critiche anche alla premier Meloni. I cori, ripetuti più volte, hanno evidenziato la frustrazione di una generazione che percepisce il costo della vita sempre più insostenibile, accusa la politica di privilegiare i conflitti armati rispetto alla sanità e all’istruzione.
Le parole dei giovani in piazza Ferrarese
In Piazza Ferrarese, i partecipanti hanno ribadito che la violenza non è una risposta valida. “Spaccare le vetrine non serve a niente“, hanno dichiarato, sottolineando la loro determinazione a protestare in modo pacifico. Alcuni hanno evidenziato la mancanza di lavoro e le difficoltà economiche, affermando: “Siamo noi, le nuove generazioni, a pagare il conto di un sistema che non funziona”. La loro protesta è stata descritta come un appello a riconsiderare le scelte governative, soprattutto quelle legate alla guerra.
Coinvolgimento del Movimento 17 ottobre e risposta delle autorità
La coordinatrice dell’associazione studentesca Cambiare Rotta Bari, Antonella De Renzo, ha spiegato la sua presenza in piazza, affermando che la protesta nasce da un “sentore giovanile di riscatto”. Le forze dell’ordine, tra Polizia di Stato e agenti in borghese, hanno proceduto a controlli di identità su numerosi partecipanti, nella cornice delle verifiche legate al Movimento 17 ottobre. Nel pomeriggio, diversi esercizi commerciali, tra cui il negozio Foot Locker, hanno sospeso l’attività per motivi di sicurezza, a seguito delle previsioni delle forze dell’ordine.
Ronde di estrema destra e atmosfera generale
Nel centro della città sono state segnalate ronde spontanee da parte di ambienti di destra, i quali hanno dichiarato di “verificare che tutto fosse a posto”. Nonostante la presenza di questi gruppi, le autorità hanno tenuto sotto controllo la situazione evitando che le tensioni degenerassero. Gli agenti hanno rassicurato i passanti, mentre i manifestanti continuavano a cantare cori anti-guerra: “noi la guerra non la vogliamo“.
Alla fine, intorno alle ore 18, il corteo si è smarrito tra le vie di via Sparano e piazza Umberto, per poi dissolversi al Molo San Nicola. L’evento si è chiuso senza feriti, con i manifestanti che hanno lasciato la zona in maniera ordinata, dimostrando che una protesta di ampia partecipazione può svolgersi in maniera pacifica quando le forze dell’ordine e gli organizzatori mantengono un dialogo costruttivo.



