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Lavoratori della mensa dell’ex Ilva manifestano a Taranto

Operai del servizio mensa dell’ex Ilva si sono radunati a Taranto chiedendo garanzie occupazionali.

Lavoratori della mensa dell’ex Ilva manifestano a Taranto

Questa mattina, nella zona industriale di Taranto, una cinquanta-sei persone del Gruppo Pellegrini hanno occupato la portineria di Acciaierie d’Italia. Si trattava di lavoratori addetti al servizio mensa dell’ex Ilva, che hanno deciso di far sentire la propria voce dopo l’annuncio di una possibile riduzione delle commesse.

Dopo la prima occupazione, i manifestanti hanno proseguito la protesta sotto la Prefettura, accompagnati da delegati dei sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil. L’azione è stata organizzata per esporre al pubblico e alle istituzioni i timori legati alla perdita del posto senza poter accedere alla cassa integrazione o ad altri ammortizzatori sociali.

Le ragioni della protesta e le richieste dei lavoratori

Secondo quanto riferito durante l’incontro, la decisione di accorpare o chiudere alcuni reparti dell’ex Ilva lascerebbe sul tavolo circa 10 mila ore di lavoro non assegnate. La mancanza di queste ore, unite alla riduzione delle commesse, minaccerebbe direttamente la continuità occupazionale di più di mille dipendenti impegnati nei settori mensa, vigilanza, pulizia e multiservizi.

La segretaria dell’Ugl Taranto, Cira Basile, ha sottolineato: “Questi lavoratori hanno diritto alla continuità lavorativa. Loro all’interno dell’Ilva svolgono un lavoro essenziale. Si parla di pulizie e di servizio mensa. La Pellegrini ci ha comunicato che ci sono 10 mila ore mancanti con la chiusura di alcuni reparti. Non hanno diritto a nessun ammortizzatore sociale e parliamo di centinaia di lavoratori mono reddito che hanno famiglie e non sanno quale sarà il loro futuro”.

Le richieste istituzionali e la prospettiva di un incontro

Le organizzazioni sindacali hanno quindi sollecitato un confronto urgente con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministero del Lavoro, invitando anche Acciaierie d’Italia, attualmente in amministrazione straordinaria, a partecipare. L’obiettivo è ottenere chiarezza sulle prospettive occupazionali e definire quali strumenti di sostegno al reddito potrebbero essere attivati.

Nel frattempo, i lavoratori rimangono in attesa di indicazioni concrete e temono che l’assenza di garanzie possa tradursi in un aumento della disoccupazione nella zona. La protesta di oggi rappresenta il primo passo di una più ampia mobilitazione che, secondo i sindacati, potrà coinvolgere anche i dipendenti di altri appalti presenti presso l’ex stabilimento.

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