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Fondi regionali per i Centri per la Famiglia: come partecipare alla call in Puglia

La Regione Puglia ha attivato un avviso pubblico per rafforzare la rete dei Centri per la Famiglia con 3.905.000 euro: ambiti territoriali e consorzi possono presentare progetti entro il 15 luglio 2026

Fondi regionali per i Centri per la Famiglia: come partecipare alla call in Puglia

La Regione Puglia ha deciso di rafforzare la presenza di servizi dedicati alle famiglie stanziando 3.905.000 euro destinati al potenziamento e all’ampliamento della rete dei Centri per la Famiglia. La fase operativa prende avvio con la pubblicazione dell’avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse a partire dal 1 giugno, mentre il termine per l’invio delle proposte progettuali è fissato al 15 luglio 2026. L’iniziativa nasce dall’adesione dell’assessorato al Welfare a un avviso pubblico ministeriale specifico per questa rete di servizi.

Obiettivi dell’intervento

Il bando mira a rendere i servizi più capillari e accessibili, soprattutto nelle periferie urbane e nelle aree interne della regione. L’azione si propone sia di consolidare i presidi già attivi — una rete che conta quasi cento punti sul territorio — sia di avviare nuove sedi dove la copertura è ancora carente. In concreto l’obiettivo è creare luoghi di prossimità sociale capaci di intercettare fragilità educative, relazionali e socio-economiche e di offrire ascolto, orientamento e accompagnamento.

Soggetti ammessi e modalità di partecipazione

Possono presentare proposte gli Ambiti Territoriali Sociali e i Consorzi pugliesi, in collaborazione con i Centri Servizi Famiglie già presenti nei rispettivi territori. Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo politichefamiliari.regionepuglia@pec.rupar.puglia.it. La procedura di raccolta delle manifestazioni di interesse è stata pubblicata il 1 giugno e rimane aperta fino al 15 luglio 2026.

Chi deve coordinare i progetti

Il coordinamento dei progetti dovrà prevedere il coinvolgimento operativo dei Centri Servizi Famiglie locali per garantire continuità e radicamento sul territorio. L’ampliamento della rete non è pensato come mera apertura di nuovi sportelli, ma come rafforzamento di capacità informative, percorsi di accompagnamento e interventi mirati sui bisogni emergenti.

Le tre linee di intervento

L’avviso si articola in tre linee principali: potenziamento e nuove aperture dei Centri; servizi di ascolto per adolescenti e genitori; e interventi dedicati ai primi mille giorni di vita. Ciascuna linea è pensata per incidere su un diverso livello di bisogno, dalla comunicazione delle risorse locali fino al supporto specialistico psicopedagogico.

1) Potenziamento e accessibilità

La prima linea promuove il consolidamento dei Centri già attivi e l’apertura di nuovi presìdi, con particolare attenzione al ruolo informativo sui servizi sanitari, educativi, scolastici e socio-economici. Sono previste azioni per migliorare l’accessibilità delle informazioni, anche attraverso sportelli non esclusivamente digitali, in modo da raggiungere persone con bassa familiarità con gli strumenti online o in condizioni di fragilità.

2) Ascolto e supporto per famiglie e adolescenti

La seconda linea finanzia la creazione di spazi di ascolto tempestivo, consulenze psicopedagogiche individuali e di gruppo e interventi volti a rafforzare le competenze genitoriali. L’intento è prevenire situazioni di disagio relazionale ed emotivo, promuovendo il benessere all’interno del nucleo familiare e favorendo percorsi di collaborazione tra servizi.

3) Prima infanzia e maternità

La terza linea è dedicata ai primi mille giorni, con la promozione di figure di sostegno alla maternità e alla famiglia, come l’assistente materna, e con la possibilità di interventi domiciliari di home visiting in collaborazione con i servizi sanitari territoriali. Sono previste attività informative sui percorsi nascita e momenti di confronto tra neogenitori per intercettare tempestivamente fragilità e rafforzare le reti di supporto.

Impatto atteso e dichiarazioni istituzionali

Con questo investimento la Regione intende consolidare una rete di welfare territoriale che funzioni da prima linea per la tutela delle famiglie. L’assessore al Welfare e allo Sport, Cristian Casili, ha sottolineato l’importanza di incrementare luoghi di ascolto e orientamento per evitare l’isolamento delle famiglie e per intercettare precocemente i segnali di disagio. L’intervento punta a costruire comunità più inclusive, consapevoli e solidali.

In sintesi, si tratta di un’opportunità per rafforzare servizi di prossimità capaci di accompagnare persone e famiglie nei momenti critici: dalla prima infanzia all’adolescenza, passando per il sostegno alle competenze genitoriali e l’orientamento verso le risorse disponibili sul territorio.

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