La Regione Puglia ha lanciato il bando 2026 per sostenere le manifestazioni popolari che hanno al centro il fuoco: falò, luminarie e cerimonie tradizionali. Con un finanziamento complessivo di 120.000 euro, l’avviso è stato approvato dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio con la determina dirigenziale n. 00139/2026, e si inserisce nell’ambito della legge regionale n. 1 del 25 gennaio 2018 che ha istituito il Registro regionale dei rituali festivi legati al fuoco.
L’intervento vuole coniugare tutela del patrimonio immateriale e promozione territoriale: eventi che costituiscono un elemento identitario del calendario locale sono riconosciuti anche con il logo PUGLIA utilizzato dalla Regione per le attività di comunicazione turistica. In questo modo si valorizza sia il valore culturale sia il potenziale attrattivo per i visitatori.
Destinatari e ripartizione delle risorse
Possono partecipare al bando i Comuni della Regione Puglia e gli enti privati senza scopo di lucro — associazioni e comitati — purché risultino organizzatori ufficiali di eventi iscritti nel Registro regionale alla data di pubblicazione della determina. Le manifestazioni ammissibili devono svolgersi nel territorio pugliese nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Dei 120.000 euro stanziati, 100.000 euro sono riservati ai Comuni e 20.000 euro agli enti no-profit, riflettendo il ruolo centrale delle amministrazioni locali nella custodia delle tradizioni e riconoscendo al contempo il contributo del tessuto associativo.
Priorità di valutazione
La procedura privilegia progetti che favoriscano la creazione di circuiti tra manifestazioni storiche di interesse locale o che promuovano scambi e gemellaggi con città italiane ed europee. Queste azioni sono considerate strategiche per la promozione culturale e turistica dei territori e per la salvaguardia delle pratiche tradizionali attraverso la condivisione e il confronto.
Spese ammissibili e modalità di erogazione
I contributi coprono le spese direttamente correlate alla realizzazione delle manifestazioni: dall’allestimento e ai service tecnici, alle attività di comunicazione e promozione, fino ai compensi per artisti e professionisti. Sono ammessi anche i costi di ospitalità — viaggio, vitto e alloggio — per artisti, gruppi musicali e operatori della comunicazione, nei limiti stabiliti dalla normativa regionale. Tutti i pagamenti dovranno essere effettuati con strumenti tracciabili, a garanzia di trasparenza amministrativa.
Requisiti documentali e rendicontazione
La domanda, compilata attraverso la piattaforma informatica dedicata, deve essere firmata digitalmente e corredata della documentazione richiesta; per gli enti privati è necessaria una dichiarazione del Comune competente che attesti la qualità di organizzatore ufficiale. I beneficiari ammessi dovranno poi presentare la rendicontazione delle spese, comprensiva di relazione sull’evento, bilancio consuntivo e documentazione fiscale, entro marzo 2027, sempre tramite la piattaforma regionale.
Procedura di presentazione e valutazione
Le domande devono essere inviate esclusivamente in modalità telematica tramite il portale sistema.regione.puglia.it; il periodo utile per la presentazione decorre dalle ore 12:00 del giorno successivo alla pubblicazione della determina sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP) fino alle ore 12:00 del trentesimo giorno successivo. Candidature inviate con modalità diverse, incluse e-mail o PEC, saranno considerate irricevibili. La valutazione delle proposte è affidata a una Commissione nominata dalla Sezione Turismo e Internazionalizzazione che verificherà i requisiti formali e valuterà i progetti secondo criteri di merito.
Esito e trasparenza
La graduatoria finale e il piano di riparto delle risorse saranno pubblicati sul BURP e sul portale della Regione; la pubblicazione sul Bollettino funge da notifica ufficiale agli interessati, garantendo trasparenza nella comunicazione degli esiti.
In sintesi, il bando 2026 rappresenta un’opportunità concreta per mantenere vive pratiche tradizionali radicate nel tessuto sociale pugliese, con regole chiare su ammissibilità, spese e rendicontazione e con un accento particolare su progetti che promuovono reti e scambi culturali.